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giovedì 25 ottobre 2012

Palermo verso un nuovo PRG

Foto di Salvatore Abruscato
Sono state presentate, nel corso di una conferenza stampa svoltasi mercoledì 24 ottobre a Villa Niscemi, le linee guida elaborate dalla Giunta Comunale per la redazione del nuovo Piano Regolatore di Palermo. Di seguito una sintesi della presentazione. 

Il nuovo Piano Regolatore Generale di Palermo sarà lo strumento per trasformare la città rendendola contemporanea, moderna e sostenibile. Miriamo a modellare lo sviluppo della Palermo del futuro, del 2050. Si tratta ovviamente di un processo tanto complesso quanto ambizioso, di cui le linee guida approvate dalla Giunta comunale e appena trasmesse al Consiglio Comunale per la discussione e l’approvazione costituiscono la cornice entro cui inserire il confronto; tali linee guida costituiscono e costituiranno il punto di riferimento di un processo che dovrà essere concertato e condiviso con tutti gli attori della vita sociale della città. Un percorso che vedrà la partecipazione dei mondi vitali, delle professioni, della ricerca e della cultura, così come percorsi di dialogo e partecipazione rivolti in modo innovativo al confronto con la scuola, come luogo simbolo del legame fra presente e futuro.  

sabato 2 ottobre 2010

Il Parco dell'Oreto a Palermo


In ordine da sinistra a destra e da sopra a sotto: tratto del fiume Oreto nei pressi del ponte Corleone, del ponte Oreto, della foce e foce del fiume. Foto di Salvatore Abruscato.

Il recupero del fiume Oreto è importante, oltre che per la valenza puramente ambientale, per il contributo che potrebbe offrire al riordino urbanistico di tutto l’intorno e di tutte le parti urbane della città che ad esso si affacciano.
La parola recupero affiancata al fiume Oreto riempe di speranza qualche cittadino e di orgoglio qualche amministratore, anche se, sia l'uno che l'altro, ne hanno sempre e solo sentito parlare.
Concretamente, ad oggi, la città di Palermo vive uno dei periodi più tristi della sua storia e vita urbanistica e sociale, e tutto questo lo si deve a qualche cittadino e a qualche amministratore. Almeno questa è l'impressione che si ha camminando per le vie del centro e delle periferie. I tentativi di ripresa, non solo del fiume ma anche dell'intorno, sono deboli o inesistenti.
La storia non è stata felice con questa parte di città. Già nel 1885 il Piano Giarrusso orientava il futuro sviluppo urbanistico e sociale al nord della città, voltando le spalle ad una parte urbana che fino ad allora aveva goduto di prestigio, almeno in parte, grazie all'Orto Botanico e la Villa Giulia. Il P.R.G. di Palermo del 1962 vedeva il fiume come un ostacolo per la città, cosicché negli anni ’60 e ’70 la costruzione di edifici residenziali ai margini del fiume, soprattutto in prossimità della foce, impoveriscono e banalizzano le comunità animali e vegetali e riducono le biodiversità, che pur esistevano fino ad alllora. Oggi il fiume si presenta molto inquinato, sono presenti abusi nella captazione ed uso delle risorse idriche e disordini geologici ed idrogeologici.
Il presente continua ad essere alquanto incerto ed ombroso. Non si sa quando e come inizieranno i lavori per la realizzazione del Parco dell'Oreto, tanto sbandierato e tanto dimenticato, sia dagli orgogliosi che dai fiduciosi.

Salvatore Abruscato

martedì 9 marzo 2010

Il fiume Oreto e il parco che non c'è


Il fiume Oreto di Palermo versa in un totale stato di abbandono e di degrado, nel silenzio assoluto dell’Amministrazione, ma anche dei cittadini e delle singole associazioni. La città se ne è praticamente dimenticata e lo ha abbandonato a se stesso, rendendolo un fiume senza identità. Ripercorrendo il corso d’acqua e il suo alveo da monte a valle, è possibile notare i numerosi scarichi fognari ed industriali che versano direttamente nel fiume, gli abusivismi edilizi ed i comportamenti illegali, le discariche abusive che periodicamente sorgono lungo le sponde, per non parlare del diffuso degrado che influenza quelle parti di città che direttamente o indirettamente si affacciano su di esso. Tutto ciò sembra che nessuno lo veda, che non interessa a nessuno e che vada bene così, o forse che non ci sono idee per cambiare le cose. In realtà se si fa una rapida ricerca alla Facoltà di Architettura di Palermo, si scopre che sulla zona dell’Oreto di proposte e progetti ce ne sono a migliaia: tesi di Laurea, esercitazioni annuali, tesi di dottorato e materiale di ogni tipo, prodotto nei vari anni in cui il tema affrontato è stato proprio la riqualificazione e il recupero ambientale dell’intero bacino fluviale. Se consideriamo poi che l’aspetto è stato affrontato dal punto di vista urbanistico - territoriale, architettonico, del recupero e restauro dei numerosi beni storico architettonici presenti nell’area e del design ci rendiamo conto della mole di progetti, idee e proposte che potrebbero sicuramente essere prese in considerazione per recuperare la valle del fiume. Ma tutto questo rimane sulla carta, nella biblioteca di Facoltà o a casa degli studenti.. Neanche lo studio di fattibilità del Parco dell’Oreto redatto qualche anno fa è riuscito a far accelerare il processo di recupero e la raccolta firme proposta da Fiumara d’arte finora non ha avuto un seguito, quindi lo stato di degrado in cui versa l’area è sotto gli occhi indifferenti di tutti.

La realizzazione di una parco urbano risulta oggi necessaria e urgente. Si dovrebbe avviare un processo di recupero delle condizioni di naturalità dell’area e procedere alla bonifica del corso d’acqua, per poi realizzare percorsi pedonali e piste ciclabili, dotare il parco di attrezzature sportive, per lo svago e il tempo libero, distribuire spazi gioco per bambini, punti di ristoro, spazi per attività culturali, sculture ed esempi di arte urbana, etc. cercando le soluzioni attraverso un concorso di progettazione in grado di far emergere idee e proposte in linea con i numerosi esempi di particolare interesse di parchi fluviali realizzati in Europa, riuscendo così a dare una svolta positiva a quest’area che rappresenta un enorme potenzialità per la città, dando finalmente dignità al fiume, qualificando tutte quelle parti di città che si affacciano su di esso. In questo modo si doterebbe la città (e anche i comuni Monreale e Altofonte, che sono attraversate dall’Oreto a monte) di un parco urbano, in particolare la parte sud di Palermo, che allo stato attuale presenta un enorme carenza di spazi verdi attrezzati. Ma tutto questo all’Amministrazione, ai cittadini e alle associazioni non interessa e risultano indifferenti alla questione.

So che il problema è molto più complesso e che la soluzione non è facile e presenta numerosi aspetti, ma questo post cerca di sollevare il tema, per animare il dibattito e per dimostrare che in realtà non siamo indifferenti.

Marcello Blanda

lunedì 25 maggio 2009

100 mila firme per il Parco dell'Oreto

Giornale di Sicilia,
Facoltà di Architettura, Facoltà di Ingegneria, Facoltà di Agraria
Università degli Studi di Palermo
Comune di Palermo, Comune di Monreale, Comune di Altofonte
Fondazione Salvare Palermo, Ospedale Civico di Palermo, Biblioteca Comunale di Palermo
e con il patrocinio del M.I.U.R. – Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia

Io sono il fiume Oreto dell’umanità
una rete di scuole per affermare l’educazione alla cittadinanza


100.000 FIRME PER L’ORETO
IL MONDO DELLA SCUOLA SI MOBILITA PER IL FIUME


A partire dal 19 marzo 2009 gli studenti delle 150 scuole e delle facoltà universitarie che da cinque anni partecipano al progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità promosso dalla Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte, si impegneranno in una poderosa raccolta firme a favore del fiume Oreto.

Da oltre 50 anni si parla di piano per la bonifica e istituzione del parco fluviale dell’Oreto. La riserva è prevista anche nel nuovo Piano Regolatore della città di Palermo, con Studio di Fattibilità dichiarato compatibile con il quadro programmatico di sviluppo della Regione Siciliana. Tuttavia ad oggi non esistono leggi che sanzionino gli scarichi fognari ed industriali, gli abusivismi edilizi ed i comportamenti illegali.

Dopo 5 anni di percorso educativo e culturale la Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte propone una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta firme che si svolgerà nella primavera del 2009 nelle Università e nelle scuole di Palermo, Monreale e Altofonte che partecipano al progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità.
Attraverso il valore dell’impegno, il progetto ha risvegliato valori di cittadinanza attiva e di rispetto per l’ambiente circostante, contribuendo ad un processo di rinnovamento della coscienza collettiva.

Stimolati dall’impegno per il “fiume simbolo” Oreto e coerentemente con il lavoro di educazione alla cittadinanza e alla legalità, gli studenti vorrebbero ora ottenere un risultato concreto: la legge per il ripristino della legalità per il fiume Oreto.
Antonio Presti, ideatore e promotore del progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità e presidente della Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte parla del futuro del fiume e dell’importanza di legare indissolubilmente l’Oreto con i luoghi della cultura in cui si formano i giovani: le scuole e le università, fucine di pensiero e luoghi etici in cui riflettere, discutere e proporre:

“Da cinque anni lavoro ad una speranza che chiede concretezza: un progetto di bonifica artistica del fiume Oreto. Un’operazione di riqualificazione ambientale attraverso i codici dell’arte, a conclusione della quale la mia Fondazione intende realizzare e donare un parco scultoreo, un museo a cielo aperto, che possa essere simbolo del processo di riappropriazione civile dell’Oreto e volano di valorizzazione e promozione turistica dell’area.

Come compagni di viaggio per questo mio sogno ho scelto i giovani, i soli che possano farsi portatori di un sentire e un agire nuovi ed essere artefici del riscatto di un fiume violato, oltraggiato che la società degli adulti ha loro precluso e di cui si è persa la memoria. Il riscatto di un fiume e poi di tutta l’isola, terra impareggiabile, bellissima e maledetta.

Un progetto che non intenda tautologicamente rimanere tale richiede non soltanto buone intenzioni e dichiarazioni d’intento, ma soprattutto impegno e azioni.
Nessuna bonifica è pensabile per l’Oreto in assenza di uno stato di legalità.
La legge per l’Oreto è indispensabile per la salvaguardia e la tutela di questo inestimabile patrimonio naturalistico!
L’Oreto non è soltanto un fiume negato, è il segno tangibile e putrescente della rinuncia alla sovranità sul territorio, un lascito di vergogna che un’indecente lassismo consegna alle nuove generazioni.
Le scuole e la cultura non possono più rimanere spettatrici mute di fronte a questo mancamento di bellezza. La concretezza delle azioni crediamo sia un impegno etico che gli adulti devono ai giovani siciliani. Un appuntamento di responsabilità per le autorità che pensiamo non possa più essere rinviato.
Il valore dell’impegno che chiedono tutti i giovani della città di Palermo alla politica è di affermare principi di legalità e di bellezza per un progetto di futuro.
Questo deve fare la cultura oggi: scardinare il processo di chiusura su sé stessa per “uscire” dai libri e dalle aule e riappropriarsi di un ruolo sociale.

A conclusione dell’anno di attività e della campagna di raccolta firme promossa dalle scuole di Palermo, consegneremo le 100.000 firme al Presidente della Regione per chiedere un impegno concreto: la promulgazione di una legge che regolamenti il comportamento dei comuni, le attività delle imprese, le abitudini dei privati e dei cittadini.
L’istituzione dello stato di legalità e la tutela normativa sull’Oreto devono essere i primi passi per una reale riappropriazione civile del fiume, che possa portare ad un risanamento delle acque e ad una riqualificazione dell’area.
Il fiume Oreto, metafora di quella bellezza negata, grazie a questo impegno, che dovrà essere rispettato e concretizzato dal governo siciliano, potrà rinascere non solo come fiume ma anche rappresentare una coscienza nuova che sceglie il valore del fare “fatto”.

LETTERA APERTA DEGLI STUDENTI di Palermo, Monreale ed Altofonte:


Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente della Regione,

noi, studenti delle scuole di Palermo, Monreale e Altofonte, da cinque anni partecipiamo insieme ai nostri insegnanti al progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità, voluto dalla Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte.
Noi, cittadini di domani, non vogliamo lasciare ai nostri figli la stessa desolazione che abbiamo ricevuto.
Vogliamo invece che il corso del fiume Oreto sia un simbolo di unificazione, piuttosto che di separazione. Che sia un luogo d’incontro tra la natura e gli uomini e che lo scorrere dell’acqua sia di nuovo segno di vita.
L’Oreto, tanto decantato da viaggiatori e scrittori di ogni epoca, rappresenta un patrimonio storico della città di Palermo. Ci hanno detto che un tempo le sue acque erano fonte di vita e di ricchezza per gli abitanti, ma quello che vediamo oggi è un luogo abbandonato, una discarica a cielo aperto, il regno dell’abusivismo.
L’indifferenza che ha regnato per tanti anni consegna a noi, nuove generazioni, un’eredità di cui vergognarsi.
Come studenti e come cittadini abbiamo scoperto l’importanza del nostro fiume attraverso studi e laboratori interdisciplinari: l’Oreto è presente nei programmi di scienze e di educazione ambientale, ma anche nelle poesie che abbiamo scritto, nei manifesti etici che abbiamo mostrato e nelle bandiere che abbiamo dipinto!
Abbiamo capito cosa significhi cittadinanza attiva e amore per l’ambiente che ci circonda. E vogliamo che l’Oreto diventi un Parco, dove sia possibile far nascere anche un museo d’arte contemporanea a cielo aperto, simbolo di un processo di riappropriazione civile del fiume e quindi strumento per la valorizzazione e la promozione turistica dell’area.
La nostra è una battaglia simbolica per l’educazione alla cittadinanza e la partecipazione diretta alle politiche locali.
Abbiamo imparato a conoscere e ad amare il fiume Oreto e adesso ci vogliamo impegnare affinché tutta la città faccia lo stesso!”