..Città in rete è un'associazione culturale che si occupa di indagare gli aspetti territoriali delle città sotto il profilo urbanistico, sociale, economico ed ambientale

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mercoledì 23 ottobre 2019

Il Cortile Cascino a Palermo

Cortile Cascino (registi: Michael Roemer, Robert M. Young; anno: 1962) è un documentario che parla di un determinato ambito urbano di Palermo, fortemente degradato, nei pressi del quartiere Danisinni. L'intera area venne risanata alla fine degli anni '60. Dopo circa trent'anni dal documentario, il figlio di uno dei due registi (Andrew Young) insieme alla moglie (Susan Todd) decidono di raccontare nuovamente questo pezzo di città, insieme alle sue storie ed evoluzioni che nel tempo si sono susseguite.
Tuttavia - proiettando lo sguardo verso l'intero contesto delle aree più deboli della Palermo contemporanea e attualizzando le nuove dinamiche di ghettizzazione, di conformazione dello spazio urbano e di degrado sociale, economico e culturale - restano ancora numerosi interrogativi in merito alla qualità della vita degli abitanti che continuano a confrontarsi con simili problematiche. Domande necessarie per una città in cui stanno sviluppandosi diversi percorsi di cambiamento, dentro i quali bisognerà ritagliarsi spazi di dialogo e di progettazione capaci di incidere positivamente rispetto ai molteplici ambiti della geografia urbana.

Documentario del 1991
(Fonte video: youtube)

mercoledì 29 aprile 2015

Library Working Space: piccoli urbanisti crescono

Library Working Space
In occasione degli ultimi due laboratori di Library Working Space, svolti il 14 e 28 aprile 2015 presso la Biblioteca "Danilo Dolci" di Palermo (scuola Publio Virgilio Marone), si sono completate le fasi di elaborazione del modello tridimensionale.
La precedente suddivisione in quattro gruppi di lavoro e la successiva unione del materiale prodotto dagli stessi ha permesso di portare al termine il plastico: l'unicità delle parti e l'armonia dell'insieme.

L'esperienza compiuta può essere vista come un momento di workshop dedicato al riuso e il riciclo, in cui i bambini hanno acquisito nuove competenze per la modellazione e rifunzionalizzazione pratica di oggetti di scarto (carta, cartone, cartoncino), apparentemente non più utilizzabili; hanno inoltre migliorato/sviluppato capacità e tecniche artistiche e manuali e ampliato le loro conoscenze nei temi della riduzione, del riuso, del riciclo, della raccolta e del recupero (noti come le “5 R”).

lunedì 30 marzo 2015

Biblioteca Danilo Dolci, spazio di costruzione

Library Working Space
Durante il laboratorio del 24 marzo i partecipanti al laboratorio Library Working Space hanno cominciato a porre le basi per la costruzione del plastico che rappresenterà una parte del contesto urbano in cui è inserita la Bibilioteca "Danilo Dolci" e quindi la stessa Scuola Publio Virgilio Marone.

La Biblioteca diventa spazio di costruzione e socializzazione. Quattro gruppi creeranno una parte del plastico che, una volta completato, verrà congiunto per formare un unico grande modello tridimensionale. Questo tipo di attività permetterà ai bambini di sperimentare il raggiungimento di un obiettivo comune per mezzo di una attività collettiva.

Sei tipologie di aree regoleranno la composizione del plastico:
- interesse storico 
- interesse residenziale 
- verde 
- edifici pubblici 
- commercio 
- parcheggi

giovedì 19 marzo 2015

Percorsi e percezioni dello spazio in Library Working Space

Library Working Space
Anche lo scorso martedì, 17 marzo 2015, presso i locali della Biblioteca "Danilo Dolci" - Scuola Publio Virgilio Marone di Palermo - i partecipanti del laboratorio Library Working Space, biblioteca spazio di lavoro, si sono confrontati con la lettura dei contesti urbani per mezzo di un'analisi visiva e percettiva del proprio quartiere e del percorso casa-scuola, oppure scuola-casa

Grazie al linguaggio audiovisivo o figurativo e artistico si è permesso ai bambini partecipanti di esprimere le proprie considerazioni sulla città, questa volta da un punto di vista più vicino alla dimensione del proprio quartiere e degli spazi di prossimità.

venerdì 4 aprile 2014

Partecipa Proponi Condividi. Quali i progetti prioritari per Sferracavallo?

Il 20 - 21 - 22 febbraio scorso abbiamo iniziato un percorso insieme a chi, in ogni forma, vive la borgata di Sferracavallo, individuando alcune numerose proposte e idee per la sua riqualificazione e rigenerazione urbana.
Questa domenica 6 aprile, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, approfondiremo ulteriormente il confronto e proseguiremo con l'individuazione delle proposte progettuali prioritarie.
L'incontro si svolgerà nuovamente presso l'Ostello Baia del Corallo a Sferracavallo, Via Plauto, 27, 90147 Palermo, Italia.

Vi aspettiamo!

Ass. Culturale Città in rete & Urban Creativity creatività urbana condivisa

clicca qui per altre info

mercoledì 26 febbraio 2014

SFERRACAVALLO partecipa proponi condividi REPORT

Il 22 febbraio 2014, si è conclusa con una conferenza l'esperienza di urbanistica partecipata, durata tre giorni, svoltasi nell'antica borgata marinara di Sferracavallo.
E' stata una bellissima occasione di Pianificazione urbanistica insieme agli abitanti, associazioni, comitati, scuole, commercianti, rappresentanti delle circoscrizioni. La web radio - radiolav.it - ha raccontato in diretta cosa stavamo facendo. Le interviste hanno dato voce a chi continua - "si ostina" - ad avere qualcosa da dire. Mentre la piattaforma web Renurban ha supportato l'iniziativa tramite uno spazio dedicato, capace di raccontare e ricostruire le giornate per mezzo di commenti, immagini e video.
Insieme al tema partecipativo, ottimi risultati anche in termini di analisi urbanistica, territoriale e ambientale, seguita da numerose proposte progettuali

Pensiamo di poter affermare che non si è trattata di una conferenza conclusiva, soprattutto in termini di energie e proposte, anzi un punto di partenza con una significativa pluralità di punti di vista, tutti da valorizzare. Noi siamo pronti!

SCARICA QUI IL REPORT
Ass. Culturale Città in rete

sabato 11 febbraio 2012

Electronic Town Meeting a Palermo

Il "Town Meeting elettronico" (eTM) è un incontro pubblico utilizzato per coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano il futuro della propria città o del proprio quartiere. Nell'eTM la discussione in piccolo gruppo si coniuga con un sistema di sondaggio elettronico molto semplice da usare. L'evento si svolgerà a Palermo sabato 18 febbraio 2012, dalle ore 9.00 alle 17.00 presso l'Istituto Alberghiero Pietro Piazza, Corso dei Mille, 181. L'evento palermitano mira a definire azioni e proposte rivolte alla riqualificazione della seconda circoscrizione consentendo a una rappresentanza qualificata di cittadini di pervenire ad una visione condivisa di futuro per questa parte di città. Città in Rete sarà presente con alcuni rappresentanti e parteciperà ai lavori della giornata.


Link al blog 
Link al programma dell'eTM
Link alla guida del partecipante

mercoledì 7 dicembre 2011

Analisi e utilizzo degli spazi pubblici nel Centro Storico di Palermo: il quartiere dell’Olivella

Stralcio della tesi di laurea di Francesco GravantiDario Tramontana
Università degli studi di Palermo - Facoltà di Architettura
CdL in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale
a.a. 2010-2011

La tematica del rapporto tra lo spazio pubblico e l’uso privato è un tema complesso, soprattutto ai giorni nostri, caratterizzati da molteplici interessi di vario genere: economico, speculativo, finanziari che si mischiano con quelli di carattere storico, culturale, sociale, turistico e di svago. L’interesse per gli spazi pubblici, la loro rappresentatività, il loro modo di viverli, le relazioni tra di essi, il modo in cui si presentano ai cittadini, il loro carattere di funzione pubblica dalla quale ne prendono il termine sono i tratti essenziali di questa ricerca; questi interessi pongono delle domande importanti che ci consentono di capire quali siano e se vi siano dei legami di interazione tra la funzione pubblica e quella privata.

L’area oggetto di analisi è quella dell’Olivella che si trova nel centro storico di Palermo. Essa si presta in maniera ottimale a tutte le nostre domande poiché ha subito trasformazioni nel corso dei secoli abbastanza notevoli sul piano culturale, economico, sociale e morfologico che hanno cambiato l’intero volto del quartiere e degli spazi limitrofi ad esso.

In seguito ad un monitoraggio degli spazi pubblici nel centro storico, ad una analisi storico/morfologica e urbanistica che ci ha consentito di capire quali siano stati i processi che hanno portato alla formazione degli spazi pubblici si è cominciato ad analizzare la tematica riguardante il vero e proprio uso dello spazio pubblico. 

                                             [Evoluzione degli spazi pubblici]

martedì 4 maggio 2010

Riflessioni sulle politiche sul centro storico di Palermo dal 1945 ad oggi (II parte)

Dal 1978 cominciarono i lavori per il Piano programma del centro storico di Palermo, affidati a Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina, Giuseppe Samonà e Annamaria Sciarpa Borzì. Il piano fu adottato nel 1981; tale strumento si poneva come elemento di contrasto tra le politiche passate (assenti o quasi) ed il nuovo clima culturale volto all’analisi dei valori storico-iconologici e socio-culturali, finalizzata ad un recupero organico del centro antico.. Il piano programma è una variante al Piano regolatore generale, si struttura in contesti omogenei ed attraverso le “schede critiche” fissa le variabili e le invarianti urbane, adottate a tempo indeterminato dal Comune, ma affida alla formazione di piani di recupero triennale il carattere esecutivo; un esempio è il Piano particolareggiato “Castello S. Pietro”(adottato nel 1981 ma mai approvato). Nel definire le modalità d’intervento,il piano rimanda alla Regione “la promulgazione di una legge finanziaria o attuativa speciale per queste opere di immediato intervento”. Esso si pone come strumento conoscitivo e di coordinamento per i vari interventi di recupero da eseguire nel centro storico.

Anche se non potè produrre effetti apprezzabili (tranne alcune realizzazioni di piccole dimensioni urbane) proponeva una riorganizzazione del sistema dei trasporti pubblici e conteneva già alcuni principi ispiratori del “Piano particolareggiato esecutivo del Centro Storico di Palermo” (1993).
Il programma non risultò efficace per fermare l’esodo dal centro degli ultimi 50 anni; la popolazione rilevata nel censimento ISTAT 1991 sulla I circoscrizione (i quattro mandamenti del centro storico) si attestava sui 24.000 abitanti, e il dato confermò il trend negativo ma vi è stato un rallentamento dell’abbandono.Secondo i criteri delle leggi regionali n. 70/76 e n. 71/78 e della legge nazionale n. 457/78, e della consolidata cultura del restauro, fu redatto, da Luigi Benevolo, Italo Insolera e Pier Luigi Cervellati, il piano particolareggiato. Con decreto di approvazione dell’Assessorato al Territorio e dell’Ambiente della Regione Sicilia, del 13 luglio 1993 , entrò in vigore il “Piano particolareggiato del Centro Storico di Palermo”, con l’esclusione delle aree comprese negli strumenti normativi precedenti (il piano particolareggiato Castello S. Pietro per il mandamento Castellammare).

Le norme del P.P.E. fanno riferimento all’unità edilizia che ha una propria individualità storica esistente o recuperabile al fine di perseguire una logica di recupero totale, introducendo tra le modalità d’intervento della legge nazionale n. 457/78 il ripristino, il ripristino tipologico (ri-proposizione tipologica) e quello filologico (ri-proposizione integrale); inoltre, indica le demolizioni senza ricostruzione, da trasformare in spazi di uso comune,e delle superfetazioni non storicizzate.

Il piano asserisce l’importanza del mantenimento delle storiche attività commerciali ed artigianali organizzate nei mercato o nelle vie dei mestieri, delle attrezzature culturali, sociali e scolastiche, religiose, civili, collettive, dei servizi burocratici ed amministrativi.Gli obiettivi del programma sono rivolti: alla difesa del disegno urbano storico; alla valorizzazione del segno urbano della città murata; all’eliminazione della circonvallazione a mare, alla sistemazione della Cala e del fronte a mare del centro storico; alla creazione di un sistema del verde a monte e ri-organizzazione del traffico di passaggio; alla sistemazione del piano del Palazzo delle Aquile; alla tutela dello spazio semirurale del Papireto, unica per tipologia all’interno del perimetro murario; all’integrazione degli spazi inedificati con il sistema degli spazi pubblici; ed infine alla connessione dei manufatti e aree archeologiche all’organismo urbano.

Il piano particolareggiato istituisce un apparato amministrativo con l’Assessorato al Centro Storico, con il compito di gestire e controllare le trasformazioni urbane.

L’emanazione della legge regionale n. 25/93 dichiara la pubblica utilità del recupero del centro storico di Palermo e finanzia lo stesso; inoltre vincola il comune: ad acquisire e recuperare edilizi fortemente degradata, da destinare con particolare riguardo alla residenza; ad acquisire e recuperare edilizia monumentale da destinare a finalità pubbliche; a recuperare edifici le cui caratteristiche richiedano particolari interventi utili a fornire modelli-guida per gli altri operatori; a realizzare reti tecnologiche di sottosuolo ed insiemi organici di spazi aperti; all’approvazione di un programma d’uso del patrimonio comunale del centro storico; ad istituire un parco alloggi pubblico in cui trasferire gli abitanti residenti temporaneamente trasferiti

La legge finanziaria stanzia circa 50 milioni di euro per incentivare il recupero dell’edilizia privata ricadente nel piano particolareggiato, escludendo alcune categorie di contributo, invece, per quelli inseriti in aree soggette ai piani particolareggiati precedenti, il comune, di conseguenza, emana dal 1995 al 1999 4 bandi pubblici per la re-distribuzione dei fondi, tramite graduatorie, della legge regionale n. 25/93. Al fine di agevolare il recupero del centro storico sono stati dimezzati gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione, sono ammessi al contributo persone fisiche e cooperative (condomini), formatisi ai sensi della legge regionale n. 71/78, ed esclude imprenditori o cooperative edili; il fine è quello d’impedire una facile speculazione oltre che sul valore del suolo anche sui costi di recupero.

L’erogazione del contributo ai beneficiari è subordinata, per i residenti e non che abbiano la piena disponibilità dell’immobile, per i primi ad abitare l’immobile per i successivi dieci anni, per i secondi ad usare personalmente l’immobile secondo le destinazioni d’uso prevista nello strumento urbanistico. Per i beneficiari non residenti e che non abbiano la piena disponibilità dell’immobile grava l’obbligo o di abitare o di mantenere l’immobile in regime di locazione, ai sensi della legge nazionale n. 392/78 sull’equo canone, per i successivi dieci anni dalla fine dei lavori di recupero. Il controllo all’adempimento di tali oneri viene affidata alla facoltà dell’amministrazione comunale; questo quadro normativo indica la particolare attenzione all’aspetto dell’uso e della residenza in linea al recupero socio-demografico del centro antico. Il piano incentiva il recupero dell’edilizia di proprietà privata stanziando circa 50 milioni di euro, e vincola il beneficiario all’utilizzo diretto previa la decadenza del contributo; concede gli stessi contributi anche a cooperative (condomini), formatisi ai sensi della legge regionale n. 71/78, e ne dispone vincoli per l’utilizzo.
Inoltre, esso esplicita che non potranno accedere al contributo imprese o cooperative edili; il fine è quello d’impedire una facile speculazione oltre che sul valore del suolo anche sui costi di recupero; si orientano così politiche pubbliche che ostacolino gli scopi di lucro su un bene primario, qual è la casa.

giovedì 5 novembre 2009

Salvem el Cabanyal!

Cabanyal, Valencia (Spagna)
Foto di Salvatore Abruscato
[Riflessioni] Il Cabanyal è un antico borgo di pescatori ormai facente parte del sistema-città di Valencia ed ha resistito nel passato ad un possibile sventramento di fine ottocento corrispondente alla "moda" del tempo.
Nel 1993 molte delle sue case, stile liberty, sono state dichiarate Bene di Interesse Culturale. Poi, nel 1998, l'amministrazione comunale in carica decide di riprendere l'idea del piano ottocentesco. L'avenida Blasco Ibañez dovrebbe così continuare il suo percorso fino al mare distruggendo parte di quelle case, nonchè il tessuto storico del Cabanyal. Succede però che un gruppo di cittadini, ossia gli abitanti stessi dell'ormai quartiere-borgo valenciano, decidono di formare un'associazione, la Plataforma Salvem el Cabanyal, che si occuperà da quel momento in poi di prendere provvedimenti affinchè questo non accada, tenendo conto dell'importanza storica, architettonica, urbanistica e sociale del barrio.
Negli anni il Cabanyal ha subito un processo di degrado e viene tenuto fuori dai grandi eventi di riqualificazione che sono avvenute in altre parti della città.
Valencia è oggi una città rinnovata, conosciuta da molti per la Città delle Arti e delle Scienze, la Coppa America, il Gran Premio d'Europa di Formula 1.
Tutti ingredienti per una buona esposizione della città. Oggi infatti, Valencia è meta di numerosi turisti che si accingono ad ammirare le bellezze dell'architettura contemporanea muovendosi tra movida ed eventi sportivi.
Ma cosa ne facciamo della "vecchia" Valencia? la storicità di quei luoghi sta forse cominciando ad essere ingombrante?
Quesiti che penso andrebbero bene anche per altre città.

Salvatore Abruscato