..Città in rete è un'associazione culturale che si occupa di indagare gli aspetti territoriali delle città sotto il profilo urbanistico, sociale, economico ed ambientale

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martedì 3 febbraio 2015

Accessibilità ospedaliera della Provincia di Enna

[Accessibilità ospedaliera Provincia di Enna]

In occasione del seminario "Opendataterritorioenna, dai dati geografici aperti occasioni di sviluppo per un territorio "intelligente", tenutosi a Enna nel dicembre 2014, sono state presentate le mappe sull'accessibilità della rete ospedaliera della Provincia di Enna, elaborate dall'Associazione culturale Città in rete a seguito dell'Accordo di partenariato siglato con la Provincia Regionale di Enna, a fine agosto 2014. 

venerdì 28 novembre 2014

Seminario Opendata territorio Enna

[opendataterritorioenna]

Si terrà il 16 dicembre alle ore 15.00, presso l'Aula 10 dell'Università Kore di Enna, Facoltà di Ingegneria e Architettura, il seminario Opendataterritorioennadai dati geografici aperti occasioni di sviluppo per un territorio "intelligente". Approfondimenti, riflessioni e stimoli. Tra gli interventi in programma l'Associazione Città in rete presenterà lo studio sull'Accessibilità della rete ospedaliera della provincia di Enna, condotto a seguito dell'Accordo di partenariato siglato con la Provincia Regionale di Enna, a fine agosto 2014.

venerdì 21 novembre 2014

SmART City Italia a Palermo

[smART city Italia > Palermo]

Si terrà nel centro storico di Palermo il 27, 28 e 29 novembre 2014 SmART City Italia, un'iniziativa organizzata da EnergiaMedia e il Comune. Palermo, città emblematica di bellezze e contraddizioni italiane, lancia il progetto con un grande evento in grado di coinvolgere cittadini, imprese, istituti di ricerca e istituzioni.

3 giorni e 2 notti per scoprire le città del futuro e il forte legame esistente tra tecnologia, arte e servizi sempre più evoluti per i cittadini. Di giorno: incontri con istituzioni, esperti, imprese, università, start up. Di notte: vie, piazze, palazzi e chiese aperte per due notti bianche di arte, musica e  tecnologie nel cuore storico di Palermo.

giovedì 6 novembre 2014

ICity Rate 2014: la classifica delle città più smart


[ICity Lab] 

E' stato presentato a Bologna, in occasione di Smart City Exhibition 2014, il rapporto ICity Rate 2014, la classifica delle città italiane più smart. Lo studio, realizzato da FORUM PA, analizza i 106 Comuni capoluogo sulla base di 72 indicatori statistici, per descrivere la situazione in sei dimensioni: economy, living, environment, people, mobility e governance, secondo uno schema consolidato nelle analisi internazionali delle smart cities. Rispetto alle edizioni precedenti, ai tradizionali indicatori “standard” sono state affiancate una serie di variabili “smart”, più direttamente collegate alle dinamiche di innovazione tecnologica e sociale. Sono Milano, Bologna e Firenze le città più smart d’Italia. Milano con 623 punti è prima e guadagna due posizioni rispetto al 2013; seconda a breve distanza si riconferma Bologna (610 punti), al terzo posto si colloca Firenze (558 punti), con un balzo in avanti di quattro posizioni.

mercoledì 1 ottobre 2014

(Y + CH = ?) Press your opinion

Inoltriamo volentieri il seguente comunicato, inviatoci dall'organizzazione YOCOCU (Youth in Conservation of Cultural Heritage), in occasione del Florence Youth and Heritage Festival che si terrà a Firenze dal 10 al 13 Novembre dal tema Il patrimonio e il dialogo interculturale: il ruolo dei giovani.


Questa indagine ha lo scopo di richiamare l'attenzione sul ruolo che i giovani professionisti e studenti: archeologi, restauratori, architetti, urbanisti, scienziati di conservazione, percepiscono di se stessi nel settore dei beni culturali. 

SMART City Exhibition 2014


Si terrà a Bologna dal 22 al 24 ottobre SMART City Exhibition, la manifestazione organizzata da FORUM PA e Bologna Fiere giunta alla terza edizione. L’iniziativa si pone come momento centrale nel trend che vede ormai la politica per le città intelligenti come una priorità europea e nazionale. Le grandi opportunità date dai fondi comunitari e la messa in cantiere dei progetti nazionali sulle smart city e smart community rendono infatti sempre più necessari, per non essere sprecate, momenti di riflessione e di incontro tra i protagonisti per utilizzare al meglio questa grande occasione di innovazione, costruendo politiche sostenibili, lungimiranti ed effettivamente utili a rispondere ai crescenti e multiformi bisogni che, in questo momento di crisi, esprimono i cittadini.

giovedì 28 febbraio 2013

Progetto Life+ 2013


E' stato pubblicato dalla Commissione Europea il nuovo bando Life+ 2013. La Commissione Europea invita a presentare proposte per la procedura di selezione LIFE+ del 2013. Le proposte possono essere presentate da enti pubblici e/o privati, operatori e istituzioni e riguardano i seguenti temi: Natura e biodiversità; Politica e governance ambientali; Informazione e comunicazione.

1. Natura e biodiversità: 
proteggere, conservare, ripristinare, monitorare e favorire il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, al fine di arrestare la perdita della biodiversità, inclusa la diversità delle risorse genetiche, all’interno dell’UE. 

2. Politica e governance ambientali: 
cambiamento climatico: stabilizzare la concentrazione di gas a effetto serra ad un livello che eviti il riscaldamento del pianeta oltre i 2 gradi centigradi, 
acqua: contribuire al miglioramento della qualità delle acque attraverso l’elaborazione di misure efficaci sotto il profilo dei costi al fine di raggiungere un buono stato ecologico nell’ottica di sviluppare piani di gestione dei bacini idrografici a norma della direttiva 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque), 
aria: raggiungere livelli di qualità dell’aria che non causino significativi effetti negativi né rischi per la salute umana e l’ambiente, 
suolo: proteggere e assicurarne un uso sostenibile, preservandone le funzioni, prevedendo possibili minacce e attenuandone gli effetti e ripristinando il suolo degradato, 
ambiente urbano: contribuire a migliorare il livello delle prestazioni ambientali delle aree urbane d’Europa,IT 19.2.2013 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 47/21

domenica 11 marzo 2012

Smart cities: le città intelligenti del futuro

 [Curitiba, Brasile, una delle città più sostenibili al mondo]

Le recenti sfide della globalizzazione e i continui cambiamenti economici e tecnologici stanno orientando la pianificazione territoriale e urbanistica verso nuovi modelli insediativi: le smart cities. Le “città intelligenti” sono quelle città che mirano all’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita e la gestione dei processi urbani. Questa è la strada che numerose città in tutto il mondo stanno seguendo per realizzare uno sviluppo urbano equilibrato e sostenibile. La Commissione europea ha rilanciato con forza il tema della realizzazione di città tecnologiche e interconnesse ed ha più volte esortato le amministrazioni locali e regionali ad utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per migliorare l’efficienza energetica in numerosi settori tra cui la logistica, l’edilizia e i trasporti.

sabato 11 febbraio 2012

Electronic Town Meeting a Palermo

Il "Town Meeting elettronico" (eTM) è un incontro pubblico utilizzato per coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano il futuro della propria città o del proprio quartiere. Nell'eTM la discussione in piccolo gruppo si coniuga con un sistema di sondaggio elettronico molto semplice da usare. L'evento si svolgerà a Palermo sabato 18 febbraio 2012, dalle ore 9.00 alle 17.00 presso l'Istituto Alberghiero Pietro Piazza, Corso dei Mille, 181. L'evento palermitano mira a definire azioni e proposte rivolte alla riqualificazione della seconda circoscrizione consentendo a una rappresentanza qualificata di cittadini di pervenire ad una visione condivisa di futuro per questa parte di città. Città in Rete sarà presente con alcuni rappresentanti e parteciperà ai lavori della giornata.


Link al blog 
Link al programma dell'eTM
Link alla guida del partecipante

lunedì 28 novembre 2011

Beni comuni oltre la crisi

Video racconto dell'incontro dal titolo Beni Comuni oltre la crisi tenutosi il 18 novembre al Laboratorio Zeta di Palermo. 
Interventi di Sylvia De Fanti, Teatro Valle Occupato di Roma; Vanni Santoni, Generazione Tq; Giuseppe Marsala, i Cantieri che vogliamo.


Visualizza gli altri video su KOM-PA o sul canale di Enrico Montalbano (Videomaker freelance, nonché autore delle riprese e del montaggio sull'incontro allo Zeta).

mercoledì 21 settembre 2011

Stato della (non) pianificazione in Sicilia

[Stralcio della Variante generale al PRG di Palermo]


Il Piano Regolatore Generale, com’è noto, è lo strumento urbanistico più importante e regola l'attività edificatoria e le destinazioni d’uso del suolo in un territorio comunale. La Legge n. 1150 del 1942 introduce una pianificazione a vari gradi con estensioni territoriali variabili e attribuisce, per la prima volta, ai Comuni precisi poteri in materia di pianificazione territoriale e urbanistica. Nonostante le successive leggi che integrano e/o modificano la Legge Urbanistica nazionale e l’approvazione della Legge Urbanistica Regionale n. 71 del 1978, il PRG è ancora oggi il principale strumento urbanistico di governo del territorio nella nostra regione. La lettura dello stato della pianificazione comunale in Sicilia ci aiuta a capire il livello in cui versano i Comuni nel processo di pianificazione. L’esame dei dati, aggiornato al 31/12/2009, rivela che su 390 Comuni siciliani il 17,18 % (pari a 67 Comuni) ha ancora in atto uno strumento urbanistico antecedente la Legge Urbanistica del ’78, mentre l’82,82% (323 Comuni) risulta successivo al 1978. Gli strumenti urbanistici presenti nei Comuni siciliani, in realtà, oltre ai PRG, comprendono i Piani Urbanistici Comprensoriali (PUC) e i Programmi di Fabbricazione (PdF), diversi dai primi per quanto concerne obiettivi, contenuti e procedure. I PRG costituiscono circa il 50% degli strumenti urbanistici presenti nei Comuni siciliani e, se consideriamo la durata quinquennale dei vincoli predisposti all’esproprio dei piani, soltanto il 18,78% dei PRG vigenti ha i vincoli non ancora scaduti [Treppiedi, Aluia 2009]. Analizzando il numero annuale dei provvedimenti di approvazione dei PRG, emerge che in media vengono approvati dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente  (decennio 1999-2009), circa 12 piani all’anno, troppo pochi.

martedì 13 settembre 2011

MedLab: Seminario Regionale Conclusivo

Giorno 15 settembre 2011, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso l'Aula Caracciolo, DiSpa - Università degli Studi di Palermo, corso Vittorio Emanuele 188 a Palermo si svolgerà un seminario relativo al progetto MedLab, per consolidare il partenariato di TLL-Sicily e guardare al futuro. Un programma ricco di interventi dalle esperienze pilota in Sicilia, dai Living Lab in Italia e dai protagonisti dello sviluppo in Sicilia. 

Il Living Lab è un approccio emergente nella ricerca e sviluppo nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che si basa su un modello di User-Driven Innovation, ossia di innovazione guidata dall’utente. In sintesi, il Living Lab (LL) porta la ricerca fuori dal laboratorio e nelle dinamiche del mondo reale per fondere l’innovazione tecnologica con quella organizzativa e sociale, in un processo di co-creatività che coinvolge tutti i soggetti partecipanti – ricercatori, enti territoriali, PMI, associazioni, singoli cittadini. La Sicilia è presente nella rete europea dei Living Lab ENoLL già dal 2007 tramite l’iniziativa “TLL (Territorial Living Lab) – Sicily”. Questo consiste principalmente in un Protocollo d’intesa che predispone un partenariato multi-soggetto e inter-settoriale per l’attuazione di LL in congiunzione con specifiche iniziative di sviluppo locale nel territorio siciliano. Mentre si sviluppa questo partenariato in ambito regionale, si rafforza il suo ruolo in Europa e nel Mediterraneo con la costituzione del gruppo tematico “Regional and Territorial” in seno all’ENoLL (coordinato dal TLL-Sicily), ed il recente avvio del progetto MED “MedLab: Mediterranean Living Lab for Territorial Innovation”, che vede la Regione Siciliana come partner per conto del LL siciliana.

Siete tutti invitati a partecipare
Per maggiori info: http://tll-sicily.ning.com/

domenica 10 aprile 2011

Visioni e narrazioni tra L'Aquila e il Belice - cineGENERAZIONI precarie


A due anni di distanza dal tragico terremoto che ha colpito il territorio abruzzese, molte persone vivono ancora nell'impossibilità di riprendersi la propria casa, la propria strada, il proprio quartiere, la propria città, la propria vita insomma. Il terremoto ha distrutto il tessuto urbano delle città, il post-terremoto, invece, ha distrutto il tessuto sociale, economico e culturale delle città. Tutto tace, o meglio, tutto viene fatto tacere.

Per discuterne insieme RADIO AUT - gruppo studentesco per l'antimafia sociale presenta:

IMMAGINI E VOCI DELLE RESISTENZE. II EDIZIONE
(aprile - settembre 2011)

L'iniziativa è organizzata insieme a:

Comitato 3e32, L'Aquila - Associazione Adaciu, Gibellina - Laboratorio Zeta, Palermo - John Snellinberg Film, Prato - Associazione Città in Rete, Palermo.

Per maggiori info: Associazione Radio Aut

venerdì 7 gennaio 2011

Le competenze del pianificatore territoriale

Le principali competenze in materia di urbanistica e pianificazione del territorio, storicamente legate alla professione di architetto e dell’ingegnere, sono state recentemente attribuite alla figura del pianificatore territoriale, dal DPR 5 giugno 2001, n. 328 recante “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”. In particolare tale decreto ha istituito il nuovo Ordine professionale. Tuttavia occorre fare chiarezza sull'attività professionale dei pianificatori.

L’art. 15 del DPR disciplina le sezioni e i titoli professionali nell’albo professionale dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, istituendo le sezioni A e B.

La sezione A e' ripartita nei seguenti settori, a cui spettano i seguenti titoli:

a) architettura, titolo di “architetto”;

b) pianificazione territoriale, titolo di “pianificatore territoriale”;

c) paesaggistica, titolo di “paesaggista”;

d) conservazione dei beni architettonici ed ambientali “conservatore dei beni architettonici ed ambientali”.

La sezione B invece:

a) architettura, titolo di “architetto junior”;

b) pianificazione, titolo di “pianificatore junior”.

L’art. 16 riguarda, anche se in maniera molto generica, le competenze professionali degli iscritti, distinte per le due sezioni.

SEZ. A PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

a) la pianificazione del territorio, del paesaggio, dell'ambiente e della citta';

b) lo svolgimento e il coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali, il coordinamento e la gestione di attivita' di valutazione ambientale e di fattibilita' dei piani e dei progetti urbani e territoriali;

c) strategie, politiche e progetti di trasformazione urbana e territoriale.

SEZ. B PIANIFICAZIONE

1) le attivita' basate sull'applicazione delle scienze volte al concorso e alla collaborazione alle attivita' di pianificazione;

2) la costruzione e gestione di sistemi informativi per l'analisi e la gestione della citta' e del territorio;

3) l'analisi, il monitoraggio e la valutazione territoriale ed ambientale;

4) procedure di gestione e di valutazione di atti di pianificazione territoriale e relativi programmi complessi.

Per meglio definire le competenze della professione, riportiamo uno stralcio del profilo professionale riportato sul sito dell’Assurb, Associazone nazionale degli urbanisti e dei pianificatori territoriali e ambientali:

Il posizionamento delle competenze nei confini classici

In merito alle competenze specifiche, la posizione dell’Assurb è che all’iscritto all’Ordine APPC sia nella Sezione A, Settore «Pianificazione territoriale», che l’iscritto junior nella Sezione B, Settore «Pianificazione», spettano tutte le competenze riguardanti la pianificazione territoriale e urbanistica a tutte le varie scale e nelle varie dizioni che dalla legge urbanistica nazionale del 1942 arrivano sino a quelle delle recenti legge regionali (indipendentemente dalla dizione che gli strumenti assumono in queste realtà), comprese tutte le attività di pianificazione a queste assimilabili in qualsivoglia declinazione effettuate: dal Piano di lottizzazione, al PEEP, al PIP, al PP, al PdR, al PRG, ai Piani di settore, ai Piani territoriali provinciali, ai Piani territoriali di indirizzo regionali, ecc. oppure al Piano strategico, al Regolamento urbanistico, al Piano operativo, al Piano dei servizi, al Piano di assetto del territorio, al Piano degli interventi, al Piano generale del territorio, ai Piani del traffico, ai Piani della sicurezza, ecc., compresi ovviamente i relativi regolamenti applicativi. Ma la competenza comprende anche tutte le Valutazioni ambientali (VIA e similari), di incidenza (VIncA e similari), dei piani e programmi sull’ambiente (VAS); quelle economico-finanziarie, ecc.. Non è, e non può essere di competenza, del pianificatore la specifica progettazione edilizia o i calcoli strutturali o la progettazione delle opere infrastrutturali. Anche se, in questo campo, almeno per quanto riguarda alcuni aspetti, alcuni confini sono sovrapponibili a più competenze.

... e poi l’identificazione in confini più evoluti

Fino a che punto si può spingere un pianificatore territoriale oltre a questo primo pacchetto di competenze ‘classiche’? Certamente verso i recenti strumenti della cosiddetta famiglia dei piani complessi e della programmazione negoziata – così come denominati nei vari provvedimenti ministeriali o regionali – che hanno un robusto contenuto di pianificazione sia territoriale che urbanistica, tanto che alcune volte prevedono di andare in variante ai piani urbanistici vigenti; e poi verso la piena applicazione del DPR 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) che all’art. 22 (Interventi subordinati al rilascio della dichiarazione di inizio attività), in sintesi, afferma che se un piano attuativo è completo di tutte le indicazioni di volume, superficie, sagoma, ecc. degli edifici, per questi ultimi non serve più il Permesso di costruire ma la semplice DIA. Nei piani attuativi, infatti, ci si spinge normalmente sino alle prescrizioni o alle indicazioni specifiche per le sagome edilizie e per le opere di urbanizzazione e per la sistemazione degli spazi pubblici. In questa stessa tipologia rientra, per esempio, anche il SUAP, se applicato in variante di piano, come previsto dalla legge istitutiva, che è infatti, prima di tutto, un progetto urbanistico. E poi dipende da laureato a laureato. Il laureato con il diploma di geometra o di perito edile non perde e non può perdere comunque le proprie competenze acquisite con il ciclo delle scuole superiori.

Sitografia:

www.cnappc.archiworld.it

www.urbanisti.it

sabato 18 dicembre 2010

Tagli ai fondi per Parchi e Riserve in Sicilia

Da Salviamo le aree naturali protette siciliane, custodi di biodiversità!


Il 2010 è l'Anno Internazionale della Biodiversità, eppure rischia di essere ricordato in Sicilia per l'abolizione di fatto delle aree naturali protette.
Nel bilancio regionale 2010 sono stati tagliati drasticamente i fondi destinati ai Parchi ed alle Riserve Naturali della Sicilia; ulteriori e più consistenti tagli sono previsti dalla Legge Finanziaria 2011, sino a ridurre di oltre il 70% le risorse per la conservazione della natura e per la gestione delle aree naturali protette.
Le conseguenze rischiano di essere gravissime: per la conservazione di specie e habitat, spesso protetti anche a livello nazionale ed europeo; per l'aumento delle conoscenze naturalistiche; per la valorizzazione e la promozione dei territori in cui ricadono i parchi e le riserve; per la sensibilizzazione e la crescita culturale delle comunità locali; per la nascita ed il rafforzamento di uno sviluppo economico sostenibile, basato sulla tutela e fruizione dei beni ambientali e culturali. Il taglio dei fondi per la gestione ordinaria delle aree naturali protette e la mancata attivazione delle risorse comunitarie rischiano di consegnare interi territori all´abbandono, al degrado ed alla speculazione edilizia.
In particolare le riserve naturali gestite dalle Associazioni Ambientaliste sono già ad un passo dalla chiusura per mancanza di fondi; eppure hanno garantito in questi anni importanti risultati in diversi settori, e costituiscono spesso fondamentali presidi di legalità in contesti difficili.
I Parchi e le Riserve Naturali della nostra Regione svolgono un insostituibile ruolo di laboratori scientifici all'aperto e custodiscono un importante patrimonio di biodiversità che richiede attenzione e protezione, e che può costituire un'imperdibile occasione di sviluppo sostenibile. Inoltre la maggioranza delle aree naturali protette siciliane ricade in Zone di Protezione Speciale ed in Siti di Importanza Comunitaria voluti da due direttive dell'Unione Europea, per i cui piani di gestione sono state impegnate grandi risorse intellettuali, tecniche ed economiche.
La salvaguardia della biodiversità non può essere solo un impegno di facciata, ma deve concretizzarsi con azioni coerenti che abbiano obiettive ricadute positive sulle risorse naturali. Chiediamo quindi al Governo ed al Parlamento regionali, nell'Anno Internazionale della Biodiversità, di garantire alle Aree Naturali Protette le risorse necessarie per la loro gestione, e di lavorare per un complessivo rilancio delle politiche di conservazione della natura.

martedì 30 novembre 2010

Città in Protesta

Quando le città e i territori diventano piattaforme di comunicazione sociale.
Un forte vento di protesta, contro la riforma universitaria Tremonti-Gelmini, giunge da più di 2000 metri di altitudine.

[Foto Repubblica Palermo]

Per altre immagini clicca su: NO GELMINI

martedì 9 novembre 2010

Manifestazione Nazionale a L'Aquila

MANIFESTAZIONE NAZIONALE L'AQUILA chiama ITALIA
SABATO 20 NOVEMBRE ORE 14

L'Aquila come epicentro di un Italia in perenne stato di emergenza ambientale, occupazionale, legale ed economica.

Per informazioni e adesioni: http://www.anno1.org/

Guarda il video su: http://www.youtube.com/watch?v=bPGfCEq_iok

giovedì 8 aprile 2010

La città è fuori controllo


Qualche giorno fa si è concluso a Rio de Janeiro il quinto Forum organizzato da Onu – Habitat sul tema «Diritto alla città, rinforzare la coesione urbana». La campagna urbana mondiale ha fatto emergere che metà della popolazione mondiale vive nelle città e nei prossimi cinquant’anni si arriverà ai due terzi di tutta l’umanità. L’incontro, a cui hanno partecipato funzionari, amministratori, urbanisti e addetti ai lavori di vari settori, ha permesso di discutere per diversi giorni su come fare in modo che le città crescano in maniera coerente e pianificata, senza che l’anarchia del mercato crei la separazione tra le zone ricche e povere che caratterizzano le megalopoli di oggi.

E’ soprattutto nei Paesi in via di sviluppo che il fenomeno dell’urbanizzazione è a dir poco allarmante e nelle città di questi Paesi si concentra la crescita urbana, a causa dei contadini che abbandonano le campagne alla ricerca di migliori condizioni di vita concentrandosi nelle baraccopoli ai margini dei grandi centri urbani, facendo i conti con malattie, delinquenza e precarietà alimentare senza alcuna garanzia di una vita dignitosa. Obiettivo della Campagna urbana è quello di sostenere la formazione di partenariati tra politica e finanza, riunendo gli attori interessati dalla crescita delle politiche pubbliche e degli investimenti privati in materia urbanistica. Si vorrebbe creare un punto di incontro tra gli abitanti delle bidonville e i grandi gruppi industriali, ma sorgono dei dubbi sul tipo di “diritto alla città” progettato da questa conferenza.

Altre soluzioni e altri percorsi sono stati discussi durante il parallelo Forum urbano sociale, tenutosi negli stessi giorni sempre a Rio. Obiettivo, lo scambio di esperienze e buone pratiche urbane e la costruzione di una rete forte e solidale tra attori provenienti dalla società civile. Laboratori autogestiti, esposizioni, proiezioni ed eventi vari per denunciare le distorsioni della crescita urbana basata sul mercato, dalla criminalizzazione dei migranti alla militarizzazione delle periferie, dai conflitti ambientali all’espulsione delle popolazioni locali.

All’Onu invece vorrebbero rifondare le città attraverso gli stessi strumenti che le hanno devastate, ripetendo, in un certo senso gli errori fatti in passato nei Paesi occidentali. Nella Dichiarazione approvata dal Forum sociale, il diritto alla città è un obiettivo da perseguire attraverso la partecipazione democratica e la giustizia sociale. «Per concretizzare il diritto alla città dobbiamo cambiare la logica stessa dei centri urbani», ha dichiarato Guilherme Marques, organizzatore del Forum.

Che fare? Alcune soluzioni da adottare, in quei Paesi dove il fenomeno sta raggiungendo livelli allarmanti, dovrebbero essere rivolte a sostenere l’agricoltura incentivandola, cercando di arginare il problema a monte. Inoltre bisognerebbe dare maggior peso alla sostenibilità delle città, riducendo il consumo di suolo e puntando al rispetto dell'ambiente per cercare di rispondere all'urbanizzazione sempre più fuori controllo. La pianificazione territoriale ed urbanistica deve essere fatta da chi realmente ne ha le competenze con il contributo della partecipazione e della giustizia sociale. I Paesi del terzo mondo se non effettuano un inversione di tendenza rischiano di commettere gli stessi errori urbanistici che negli anni passati si sono commessi nei Paesi industrializzati e questo si può e si deve evitare.

Marcello Blanda

domenica 10 maggio 2009

La necessità di costruire un futuro

L’associazione culturale “Città in rete” nasce in un contesto universitario come quello della Facoltà di Architettura caratterizzato da un forte isolamento, per quanto riguarda le attività formative che si manifesta con una notevole mancanza di comunicazione e cooperazione non soltanto tra corsi di Laurea differenti all’interno della Facoltà ma addirittura, come nel caso del Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica ed Ambientale tra la Laurea triennale e specialistica nonostante fanno parte di uno stesso percorso formativo. Ancor più rilevante è la mancanza di visibilità al mondo esterno data ai progetti e alle numerose idee che nascono e prendono forma dalla creatività di tanti giovani e validi studenti. Troppi piani e progetti, molto spesso originali e innovativi, rimangono infatti isolati all’interno delle mura universitarie impedendo ai cittadini di usufruire dei benefici di una corretta pianificazione ma anche negando a tanti giovani la possibilità di concretizzare i propri studi sul piano lavorativo.

Nasce dunque la necessità di un cambiamento che possa portare a una diversa concezione del “nostro” percorso universitario. La possibilità di creare momenti di aggregazione e mirati eventi culturali, come mostre ed esposizioni, concorsi di idee con premi e cine-forum, consentirebbe di superare l’isolamento tra i corsi che si svolgono e tra gli studenti che vi partecipano. Nello stesso tempo l’apertura di tali momenti a soggetti al di fuori del mondo universitario, consentirebbe la sensibilizzazione della cittadinanza attiva e delle Istituzioni alle problematiche e ai temi urbani avviando un processo di collaborazione virtuosa. Infine si darebbe l’opportunità a studenti e neo-laureati di farsi apprezzare nel loro campo e di dimostrare di essere dei veri specialisti in un settore, come quello della pianificazione e dell’urbanistica, in cui molto spesso interviene gente incompetente o con competenze diverse. L’Associazione culturale Città in rete si impegna affinché le iniziative che verranno proposte riescano negli intenti di cui sopra e raggiungano pienamente gli obiettivi prefissati.

Associazione culturale Città in rete