..Città in rete è un'associazione culturale che si occupa di indagare gli aspetti territoriali delle città sotto il profilo urbanistico, sociale, economico ed ambientale

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martedì 16 luglio 2013

Chi è abilitato a coordinare la VAS?


Uno dei temi centrali da affrontare quando si parla delle competenze professionali dei Pianificatori territoriali riguarda l'esistenza, o meno, di competenze esclusive che caratterizzano tale figura professionale. In materia di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), qualche tempo fa, è stato pubblicato un interessante articolo sulla rivista Urbanistica Informazioni, N. 238 (Luglio - Agosto 2011), dal titolo "Chi è abilitato a coordinare la VAS?", scritto da Giuseppe de Luca e Daniele Rallo, nella sezione relativa all'Associazione Nazionale Urbanisti Pianificatori Territoriali e Ambientali a cura di Alessandro Calzavara. In questo articolo, infatti, viene fatta chiarezza su quale sia la figura professionale con competenze in campo di VAS. 
La VAS è un processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura ambientale nei piani e nei programmi per migliorare la qualità decisionale complessiva. L'obiettivo principale della VAS è valutare gli effetti ambientali dei piani e dei programmi prima della loro approvazione (ex-ante), durante (in itinere) ed al termine del loro periodo di validità (ex - post). Ma chi può seguire, redigere e coordinare, dal lato professionale, un procedimento VAS?

lunedì 21 novembre 2011

La valutazione ambientale


Mercoledì 23 novembre avrà luogo a Palermo il seminario su:
LA VALUTAZIONE AMBIENTALE: L'EVOLUZIONE E L'INTEGRAZIONE DEGLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE VAS, VIA, VINCA
Sede ed ora: Dipartimento di Architettura sez. Città, Territorio e Paesaggio (ex-Dipartimento Città e Territorio), aula conferenze, Via dei Cartari 19b, Palermo, ore 15.30.
Relatore: Prof.ssa Grazia Napoli.

venerdì 18 febbraio 2011

Pianificazione urbana e territoriale: la questione ambientale



Nel XXI secolo il dibattito sulla questione ambientale ha spinto le pubbliche amministrazioni alla valutazione sulla compatibilità degli usi dei suoli, questo approccio valutativo è stato fortemente influenzato dai principi di sviluppo economico definiti nel 1987 dal Rapporto Brundtland* .
Questi strumenti di valutazione hanno definito una pianificazione “comprensiva” del territorio, attraverso il quale si cerca di studiare e definire tutte le possibili iterazioni che le vulnerabilità che insistono sullo stesso hanno con gli effetti degli interventi.
Analisi costi-benefici e analisi costi-efficacia sono gli strumenti tradizionali della valutazione di pianificazione territoriale, e oggi sembrano essere condizionati dalla scelta di procedure in grado di promuovere o controllare gli interventi tra due sole alternative: accettare o rifiutare il progetto. Questo tipo di valutazione, chiusa e statica, deve essere sostituita da un tipo di valutazione più aperta e dinamica. Viene proposto, dunque, un nuovo sistema di valutazione che sia in grado di definire dei criteri minimi per valutare progetti e interventi da realizzare sul territorio.
La normativa europea di valutazione, secondo la Direttiva 85/337/CE, è rivolta alle sole opere puntuali e lineari che provocano un impatto sul territorio urbano e non. Denominata Valutazione Impatto Ambientale, o conosciuta comunemente come V.I.A., in Italia ha prodotto scarsi effetti, mentre in altri paesi europei come la Gran Bretagna viene utilizzato un nuovo strumento di valutazione, applicato a piani e programmi. Si tratta della V.A.S., Valutazione Ambientale Strategica, strumento innovativo, flessibile e dinamico, orientato alla pianificazione ambientale.
Tale valutazione prende corpo con la Direttiva Europea 2001/42/CE, che imponeva a tutti gli stati membri dell’Unione Europea la ratifica della direttiva nelle normative nazionali entro il 21 luglio 2004. Molti degli Stati membri hanno iniziato a implementare la Direttiva a partire dai temi più strettamente connessi alla pianificazione territoriale, per poi estendere l’approccio a tutte le politiche urbane e territoriali con effetti rilevanti per l’ambiente.
L'obiettivo principale della V.A.S. è quello di valutare gli effetti ambientali dei piani e dei programmi, prima della loro approvazione (ex-ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex-post). In tal senso viene introdotto l'esame degli aspetti ambientali già nella fase strategica, ecco perché la denominazione di “strategica”.
A questo punto la valutazione diviene aspetto centrale nella pianificazione, dunque è possibile passare da piani e programmi della sostenibilità alla loro concreta realizzazione.
Sviluppo sostenibile e pianificazione strategica rappresentano due facce della stessa medaglia e permettono di definire risultati condivisi di azione, un progetto largamente promosso in Europa che in entrambi i casi interagisce con la partecipazione sociale.

Dott. Alfonso Riccio


* Il Rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future) è un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED) in cui, per la prima volta, viene introdotto il concetto di sviluppo sostenibile. Il nome viene dato dalla coordinatrice Gro Harlem Brundtland che in quell'anno era presidente del WCED ed aveva commissionato il rapporto. La sua definizione era la seguente: “lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”

Bibliografia

CARTA M. Teorie della pianificazione. questioni, paradigmi e progetto, Palumbo Editore, Palermo 2003.
GRASSO S. Valutazione Ambientale Strategica, Facoltà di Architettura, Cdl P.T.U.A., dispense del corso di Urbanistica II, a.a.2007/2008.

lunedì 18 ottobre 2010

Classifica di Ecosistema urbano 2010: giù le città siciliane

Dal rapporto annuale di Legambiente, sulla qualità ambientale nelle città italiane, si evince il peggioramento dei grandi centri, ad eccezione di Torino, soprattutto quelli del sud. Sono i piccoli centri ad aggiudicarsi i posti alti della classifica. Belluno (città con meno di 40.000 abitanti) passa in testa alla classifica. Palermo e Catania occupano il terzultimo e ultimo posto.
Alcuni dei parametri utilizzati sono: l'affidabilità del trasporto urbano, la qualità dell'aria, l'efficienza del sistema idrico, la raccolta differenziata, la superficie verde per ogni abitante, la gestione dei rifiuti, i chilometri di piste ciclabili, la diffusione delle energie rinnovabili, la quantità di acque reflue depurate.
Qualcuno potrà pensare che un piccolo centro è più gestibile rispetto ad una grande metropoli. Ma dobbiamo considerare che anche i grandi centri possiedono (o dovrebbero possedere) dei piani per la gestione e il monitoraggio della qualità ambientale.
Nelle politiche urbane e territoriali è importante l'aspetto ambientale, esistono infatti i mezzi per poter operare in tal senso. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS), per esempio, così tanto sfoggiata nelle migliori conferenze e seminari degli addetti ai lavori, rimane, almeno al sud Italia, una pura metodologia di valutazione ambientale da applicare nei corsi laurea attinenti.
Forse, quando le regioni si decideranno a normare seriamente tale strumento che, tra i tanti obiettivi, permette il monitoraggio continuo del territorio, anche il sud potrà respirare aria più pulita ed ottenere quei risultati ambientali che migliorerebbero la qualità di vita dei propri cittadini. 

Salvatore Abruscato