..Città in rete è un'associazione culturale che si occupa di indagare gli aspetti territoriali delle città sotto il profilo urbanistico, sociale, economico ed ambientale

Statuto

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martedì 19 aprile 2011

Il progetto e la realizzazione del parco della memoria a Pizzolungo, Erice

Il progetto che si è aggiudicato il primo premio nel “Concorso nazionale per la realizzazione del parco della memoria storica e della coscienza civile in Erice lungomare Pizzolungo” è stato redatto dagli architetti Giovanni Lucentini e Marcello Calà.
Il progetto verrà presentato al circolo ufficiali di piazza Sant'Oliva, Palermo venerdi 6 maggio ore 17;30 sul tema il progetto e la realizzazione del parco della memoria a pizzolungo, Erice.

Per ulteriori info sul progetto: http://www.archimagazine.com/apizzolungo.htm

Con la strage di Pizzolungo si intende l'attentato dinamitardo con cui la mafia intendeva uccidere il sostituto procuratore Carlo Palermo, uccidendo invece una donna e i suoi due gemellini.

domenica 10 aprile 2011

Visioni e narrazioni tra L'Aquila e il Belice - cineGENERAZIONI precarie


A due anni di distanza dal tragico terremoto che ha colpito il territorio abruzzese, molte persone vivono ancora nell'impossibilità di riprendersi la propria casa, la propria strada, il proprio quartiere, la propria città, la propria vita insomma. Il terremoto ha distrutto il tessuto urbano delle città, il post-terremoto, invece, ha distrutto il tessuto sociale, economico e culturale delle città. Tutto tace, o meglio, tutto viene fatto tacere.

Per discuterne insieme RADIO AUT - gruppo studentesco per l'antimafia sociale presenta:

IMMAGINI E VOCI DELLE RESISTENZE. II EDIZIONE
(aprile - settembre 2011)

L'iniziativa è organizzata insieme a:

Comitato 3e32, L'Aquila - Associazione Adaciu, Gibellina - Laboratorio Zeta, Palermo - John Snellinberg Film, Prato - Associazione Città in Rete, Palermo.

Per maggiori info: Associazione Radio Aut

martedì 29 marzo 2011

Pianificazione territoriale: mobilità urbana


Quando spesso si parla di pianificazione territoriale, si cade nell’errore di pensare solo allo sviluppo locale e alle risorse ambientali, temi che in realtà sono strettamente correlati anche a quello del trasporto urbano o della mobilità. Alcuni problemi relativi alla mobilità urbana sono da ricercarsi nel difficile rapporto tra la qualità ambientale e l’efficienza del trasporto - sia pubblico che privato - nel territorio. Oggi i soggetti e le amministrazioni pubbliche cercano di indirizzare le proprie azioni in due direzioni: cercano di migliorare l’efficienza del sistema-mobilità, oppure cercano di controllare gli effetti che suddetto sistema produce. L’unica soluzione che permette interventi sul sistema prevede l’adozione di politiche regolative o strumenti economici. La scelta del tipo di politica o strumento adottare, per riuscire a gestire al meglio il trasporto a livello urbano, può provocare effetti sulla domanda di mobilità. Sono diversi gli interventi che ad oggi le P.A. sono in grado di considerare, tra questi bisogna considerare la ridistribuzione della circolazione in ambito urbano, che può provocare vantaggi e svantaggi. Questo porta dunque a considerare gli interventi in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere nel trasporto urbano.

domenica 20 febbraio 2011

Riprendiamoci i Cantieri Culturali della Zisa



Da anni ormai l'amministrazione della città di Palermo sottrae ai propri cittadini i Cantieri Culturali della Zisa.
Soltanto tre anni fa i precari dello spettacolo e cittadini comuni avevano già fatto emergere il problema. Oggi si riaccende la questione. La città ha fame di cultura e voglia di riappropriarsi di questi spazi. Non solo, i cittadini hanno il diritto di sapere, dopo lunghi anni di inattività (per la maggior parte dei capannoni), come sono state spese le risorse economiche che hanno finanziato alcuni lavori di recupero. I cittadini hanno il diritto e la voglia di sapere la causa dell'incuria e del degrado fisico e culturale che si annida in questi spazi.


Per maggiori info: http://www.cantierizisa.it/

venerdì 18 febbraio 2011

Pianificazione urbana e territoriale: la questione ambientale



Nel XXI secolo il dibattito sulla questione ambientale ha spinto le pubbliche amministrazioni alla valutazione sulla compatibilità degli usi dei suoli, questo approccio valutativo è stato fortemente influenzato dai principi di sviluppo economico definiti nel 1987 dal Rapporto Brundtland* .
Questi strumenti di valutazione hanno definito una pianificazione “comprensiva” del territorio, attraverso il quale si cerca di studiare e definire tutte le possibili iterazioni che le vulnerabilità che insistono sullo stesso hanno con gli effetti degli interventi.
Analisi costi-benefici e analisi costi-efficacia sono gli strumenti tradizionali della valutazione di pianificazione territoriale, e oggi sembrano essere condizionati dalla scelta di procedure in grado di promuovere o controllare gli interventi tra due sole alternative: accettare o rifiutare il progetto. Questo tipo di valutazione, chiusa e statica, deve essere sostituita da un tipo di valutazione più aperta e dinamica. Viene proposto, dunque, un nuovo sistema di valutazione che sia in grado di definire dei criteri minimi per valutare progetti e interventi da realizzare sul territorio.
La normativa europea di valutazione, secondo la Direttiva 85/337/CE, è rivolta alle sole opere puntuali e lineari che provocano un impatto sul territorio urbano e non. Denominata Valutazione Impatto Ambientale, o conosciuta comunemente come V.I.A., in Italia ha prodotto scarsi effetti, mentre in altri paesi europei come la Gran Bretagna viene utilizzato un nuovo strumento di valutazione, applicato a piani e programmi. Si tratta della V.A.S., Valutazione Ambientale Strategica, strumento innovativo, flessibile e dinamico, orientato alla pianificazione ambientale.
Tale valutazione prende corpo con la Direttiva Europea 2001/42/CE, che imponeva a tutti gli stati membri dell’Unione Europea la ratifica della direttiva nelle normative nazionali entro il 21 luglio 2004. Molti degli Stati membri hanno iniziato a implementare la Direttiva a partire dai temi più strettamente connessi alla pianificazione territoriale, per poi estendere l’approccio a tutte le politiche urbane e territoriali con effetti rilevanti per l’ambiente.
L'obiettivo principale della V.A.S. è quello di valutare gli effetti ambientali dei piani e dei programmi, prima della loro approvazione (ex-ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex-post). In tal senso viene introdotto l'esame degli aspetti ambientali già nella fase strategica, ecco perché la denominazione di “strategica”.
A questo punto la valutazione diviene aspetto centrale nella pianificazione, dunque è possibile passare da piani e programmi della sostenibilità alla loro concreta realizzazione.
Sviluppo sostenibile e pianificazione strategica rappresentano due facce della stessa medaglia e permettono di definire risultati condivisi di azione, un progetto largamente promosso in Europa che in entrambi i casi interagisce con la partecipazione sociale.

Dott. Alfonso Riccio


* Il Rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future) è un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED) in cui, per la prima volta, viene introdotto il concetto di sviluppo sostenibile. Il nome viene dato dalla coordinatrice Gro Harlem Brundtland che in quell'anno era presidente del WCED ed aveva commissionato il rapporto. La sua definizione era la seguente: “lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”

Bibliografia

CARTA M. Teorie della pianificazione. questioni, paradigmi e progetto, Palumbo Editore, Palermo 2003.
GRASSO S. Valutazione Ambientale Strategica, Facoltà di Architettura, Cdl P.T.U.A., dispense del corso di Urbanistica II, a.a.2007/2008.