..Città in rete è un'associazione culturale che si occupa di indagare gli aspetti territoriali delle città sotto il profilo urbanistico, sociale, economico ed ambientale

Statuto

Statuto
Statuto
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2024

Nasce il MAAG - MUSEO ARCHEOLOGICO AMBIENTALE GRATTERI

Il 31 ottobre 2024, presso il Comune di Gratteri (Città Metropolitana di Palermo) - tra i Comuni ricadenti nel Parco delle Madonie - è stato inaugurato il MAAG - Museo Archeologico Ambientale Gratteri. 

Realizzato grazie ad un intervento di riqualificazione dell’Ex Macello comunale, attualmente il Museo ospita principalmente due sezioni, una archeologica - con reperti rinvenuti nell’area dell’Abbazia di San Giorgio - e una naturalistica, con la collezione di Artropodi e Fossili, donata dall’entomologo Vittorio Aliquò, e la collezione di uccelli e mammiferi acquisita dal Comune di Gratteri. 

Il MAAG è inoltre dotato di una sala mostre, un’area deposito e un laboratorio per la didattica e l’ordinaria manutenzione dei reperti. 

Un valore aggiunto del MAAG è la sua tipologia di fruibilità, costituita da un approccio didattico e un linguaggio semplice ma allo stesso tempo scientifico, capace di coinvolgere i visitatori degli spazi verso un accurato processo di conoscenza del contesto ambientale e territoriale in cui si trovano, ricco di storia, di beni artistici e culturali, nonché di biodiversità.

Fonte immagine: Pagina Facebook del MAAG

mercoledì 23 ottobre 2019

Il Cortile Cascino a Palermo

Cortile Cascino (registi: Michael Roemer, Robert M. Young; anno: 1962) è un documentario che parla di un determinato ambito urbano di Palermo, fortemente degradato, nei pressi del quartiere Danisinni. L'intera area venne risanata alla fine degli anni '60. Dopo circa trent'anni dal documentario, il figlio di uno dei due registi (Andrew Young) insieme alla moglie (Susan Todd) decidono di raccontare nuovamente questo pezzo di città, insieme alle sue storie ed evoluzioni che nel tempo si sono susseguite.
Tuttavia - proiettando lo sguardo verso l'intero contesto delle aree più deboli della Palermo contemporanea e attualizzando le nuove dinamiche di ghettizzazione, di conformazione dello spazio urbano e di degrado sociale, economico e culturale - restano ancora numerosi interrogativi in merito alla qualità della vita degli abitanti che continuano a confrontarsi con simili problematiche. Domande necessarie per una città in cui stanno sviluppandosi diversi percorsi di cambiamento, dentro i quali bisognerà ritagliarsi spazi di dialogo e di progettazione capaci di incidere positivamente rispetto ai molteplici ambiti della geografia urbana.

Documentario del 1991
(Fonte video: youtube)

giovedì 4 settembre 2014

Mileto: evoluzione di un grande centro economico-culturale e ruolo delle foreste nella sua decadenza

Riceviamo e con piacere pubblichiamo un articolo di Giuseppe Gisotti, Presidente Società Italiana Geologia Ambientale,pubblicato per la rivista on line del Corpo Forestale dello Stato SILVAE nel Maggio 2014. L'articolo riguarda l’antica città di fondazione greca Mileto, sulle coste dell’Egeo in Asia Minore, città di grande respiro economico e culturale, decaduta, oltre che per problemi storici e politici, anche per la il consumo eccessivo delle risorse naturali e per un pericolo idrogeologico, la sedimentazione  fluviale che interrò i suoi porti.


Fig 1 _Mileto – Planimetria generale del promontorio di Mileto. Si noti il tessuto urbano costruito alla estremità di un promontorio, e l’impianto  ippodameo della città, secondo un rigido schema ortogonale. Si nota che la penisola è molto frastagliata ed ospita insenature più o meno profonde, che furono utilizzate come porti, fra cui quello del Leone (C), che si apre a NO. Nelle varie epoche si succedettero i vari insediamenti, e in particolare quello settentrionale fu arcaico, quello occidentale fu ellenistico, e quello meridionale fu greco-romano. Porti: A Porto di Atena; B Porto del teatro; C Porto dei Leoni; D Porto di Nord Est K  collina di Kalabak. (Fonte: Poëte, 1958, modificato).

Riassunto
Mileto si trovava al termine di un importante via carovaniera che collegava la Mesopotamia alle coste del Mar Egeo e alle sue isole (tra cui la vicinissima Samo). A partire dall'epoca arcaica fu la principale città della Ionia, centro tra i più importanti della vita intellettuale, economica e politica del mondo occidentale durante l'antichità. Lo sviluppo di Mileto fu fortemente condizionato dalla geologia, in positivo dagli aspetti geomorfologici (geomorfologia costiera e fluviale) e dalle risorse geologiche, in negativo dell'avanzamento del delta del fiume Meandro, che portò all'insabbiamento dei suoi porti e quindi alla perdita del contatto con il mare  e dei suoi traffici (Crouch, 2003).

Abstract       
Miletus: evolution of a great economic and intellectual town and forests role in its decay Miletus was situated at the end of an important caravan way that connected Mesopotamia to the coasts of the Aegean Sea and its islands, including Samo. Starting from the archaic age it was the main city of Ionia, one of the most outstanding intellectual, economic and political places of the Western area. Its development was positively influenced by coastal and river geomorphology and by geological resources. Negatively, by the advancement of river Meander's delta, that led to the silting up of the harbors and loss of contact with the sea. (Crouch, 2003).

venerdì 25 aprile 2014

Gangi, Borgo dei Borghi 2014

E' Gangi, in provincia di Palermo, il Borgo dei Borghi 2014. Il centro madonita si è aggiudicato il titolo di Borgo più bello d'Italia al concorso nazionale indetto dalla trasmissione televisiva "Alle Falde del Kilimangiaro" di Rai Tre. Di particolare bellezza il centro storico con il tessuto urbano che segue l'andamento del terreno e che offre numerosi luoghi d'interesse, come il castello, la chiesa madre e i palazzi nobiliari. 

Complimenti alla comunità locale che ha saputo preservare il suo centro storico, le tradizioni e i prodotti tipici locali, puntando a diventare un importante centro turistico della Provincia di Palermo.


[Tessuto urbano - Gangi (PA)]

mercoledì 26 febbraio 2014

SFERRACAVALLO partecipa proponi condividi REPORT

Il 22 febbraio 2014, si è conclusa con una conferenza l'esperienza di urbanistica partecipata, durata tre giorni, svoltasi nell'antica borgata marinara di Sferracavallo.
E' stata una bellissima occasione di Pianificazione urbanistica insieme agli abitanti, associazioni, comitati, scuole, commercianti, rappresentanti delle circoscrizioni. La web radio - radiolav.it - ha raccontato in diretta cosa stavamo facendo. Le interviste hanno dato voce a chi continua - "si ostina" - ad avere qualcosa da dire. Mentre la piattaforma web Renurban ha supportato l'iniziativa tramite uno spazio dedicato, capace di raccontare e ricostruire le giornate per mezzo di commenti, immagini e video.
Insieme al tema partecipativo, ottimi risultati anche in termini di analisi urbanistica, territoriale e ambientale, seguita da numerose proposte progettuali. 

Pensiamo di poter affermare che non si è trattata di una conferenza conclusiva, soprattutto in termini di energie e proposte, anzi un punto di partenza con una significativa pluralità di punti di vista, tutti da valorizzare. Noi siamo pronti!

SCARICA QUI IL REPORT
Ass. Culturale Città in rete

domenica 9 febbraio 2014

Ecomuseo Urbano a Palermo

Inaugurato ieri l'ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva. Un progetto di innovazione culturale, comunità e valorizzazione del territorio davvero interessante.

ph. Salvatore Abruscato

Di particolare interesse il Geoblog, piattaforma di immagini, video, storie e racconti di una città che sembra non esserci più ma che in realtà r-esiste ancora.

Per ulteriori info potete visitare il portale Mare Memoria Viva 

martedì 22 ottobre 2013

Planning and nature in Riverside

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il contributo inviatoci da Henry A. Calamia1 sul villaggio di Riverside (Illinois, USA), probabilmente la prima comunità pianificata negli Stati Uniti su progetto di Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux (già progettisti del Central Park di New York, 1863-1870). Un'esperienza di pianificazione urbana sicuramente interessante e in sintonia con gli eventi di fine XIX secolo, periodo in cui negli Stati Uniti si sviluppò il City Beautiful Movement, di matrice estetica e paesaggistica, i cui principi ebbero ripercussioni in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago2 (1893) nonché sulle origini del Piano regolatore di Chicago (Daniel H. Burnham e Edward H. Bennet, 1909). 

1. Henry Calamia vive e lavora a Riverside, Illinois, e recentemente ha ultimato un romanzo sulle partite truccate nel calcio italiano / lives and works in Riverside, Illinois, and has just completed a novel about match-fixing in Italian football. Contacts: h.calamia@gmail.com   
2. La Chicago world’s fair tenuta al Jackson Park, sul Lago Michigan, si propone come il manifesto del Movimento della Città bella e fu progettata in gran parte da Frederick Law Olmsted e Daniel H. Burnham.

Proponiamo la lettura del testo in lingua originale  

Piano Generale di Riverside, 1869
In the United States, the concept of landscape architecture would be much different were it not for Frederick Law Olmsted. Best known for his work in designing New York’s Central Park, Olmsted was responsible for not only shaping the landscape of a growing country, but was also responsible for changing how Americans viewed public space. Perhaps one of Olmsted’s most dynamic achievements is the Chicago suburb of Riverside, Illinois, which is arguably the first planned community in the United States.

In 1673, French explorers Father Jacques Marquette and Louis Jolliet were returning from an expedition along the Mississippi River when Indian guides told them of a shortcut. Coming northeast from the Illinois River and up the Des Plaines River, they could portage their canoes a short distance to reach Lake Michigan, which offered a direct route home. This area would become known as the Chicago Portage: a crucial link for trappers and traders in a region that eventually would become the center of commerce for the Midwest. If not for the expedition of Marquette and Jolliet, and the guidance of local Indians, the city of Chicago might never have come to exist.

martedì 12 luglio 2011

Legami di memoria: approdi, narrazioni e riscostruzione delle città

Domenica 17 luglio ore 21:00 
Bibilioteca Comunale di Palermo 
Piazza Casa Professa


L'incontro pubblico vuole affrontare le tematiche relative alle città, alle comunità e alle loro ricostruzioni, sia sotto il profilo della riappropriazione di diritti universali, sia in termini di democrazia, giustizia sociale e cittadinanza.

Interventi di: Nicola Alesini (musicista) - Kaha Mohamed Aden (scrittrice) - Anna Bucca (Arci Sicilia) - Vincenzo Guarrasi (docente universitario) - Emanuele Villa (Un'altra storia) - Silvia Costa (parlamentare europeo) - Rita Borsellino (parlamentare europeo)

venerdì 22 aprile 2011

Palermo - L'Aquila anno zero


Breve fotoracconto della mostra fotografica:

"L'Aquila anno zero"
di Marco D'Antonio

Dinamiche e racconti del post terremoto abruzzese ('09) e siciliano ('68)
Città in Rete - Radio Aut - 3e32

Nella nostra pagina facebook altre immagini sulla mostra

domenica 17 ottobre 2010

Palermo: verde e standard urbanistici

Stralcio di un articolo pubblicato su IL GIORNALE DEI QUARTIERI, mensile di attualità e informazione di Palermo negli anni '80.

IL GIORNALE DEI QUARTIERI n. 7/8 - Luglio-Agosto 1981

IN MATERIA DI VERDE... SIAMO AL VERDE
Ai palermitani spetta solo una mattonella di verde

di GIUSY SERRAVALLE

A Palermo la percentuale di verde pubblico "godibile" è di 0,25 metri quadrati per abitante. Cioè una mattonella in ceramica con la quale si pavimenta la cucina.
Il Piano Regolatore Generale, invece, uno dei documenti meno consultati e maggiormente messi da parte in questa nostra e difficile città, ne prevede, per abitante, 16,5 metri quadrati. Una bella differenza, quindi, che mostra chiaramente come il problema del verde pubblico sia diventato uno dei tanti "casi" che dovrebbero essere affrontati dalla Amministrazione Comunale e posti fra quelli di primaria importanza. Invece, da anni ormai, di verde pubblico se ne parla sempre meno. Alle volte, come è il caso del parco di Villa d'Orleans, la parola verde viene accoppiata con quella "attrezzato", tanto per dare una parvenza di "parco" a delle strutture che saranno essenzialmente sportive.
A Palermo, se consideriamo appunto le strutture sportive, quelle di viale del Fante, ed il parco della Favorita la percentuale di verde per abitante sale a 3,9 metri quadrati. Ma fino a che punto si può parlare di verde "pubblico"?

Panoramica di Palermo e Parco della Favorita

Dopo aver letto parte di questo articolo viene automatico domandarsi, dopo tanti anni, se la città è riuscita a guadagnare abbastanza metri quadrati di vede pubblico per tutti i suoi abitanti.
Gli standard urbanistici sono previsti dal Decreto Interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444. Tale decreto, ricordiamo, viene emanato dopo la L. 765/67 (legge ponte) e prevede standard relativi a diversi tipi di attrezzature di interesse locale e generale (o territoriale).
Per quanto riguarda le attrezzature d'interesse locale, o di quartiere, il decreto stabilisce che ogni cittadino ha diritto ad un minimo di 18 mq di spazio pubblico ripartito nella seguente maniera:

- mq 4,50 di aree per l'istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo;
- mq 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile ecc.) ed altre;
- mq 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade;
- mq 2,50 di aree per parcheggi.

Il problema degli spazi pubblici, quindi, non riguarda soltanto il verde ma anche tutti i settori e servizi pubblici di cui la città di Palermo "è dotata".

Salvatore Abruscato

sabato 2 ottobre 2010

Il Parco dell'Oreto a Palermo


In ordine da sinistra a destra e da sopra a sotto: tratto del fiume Oreto nei pressi del ponte Corleone, del ponte Oreto, della foce e foce del fiume. Foto di Salvatore Abruscato.

Il recupero del fiume Oreto è importante, oltre che per la valenza puramente ambientale, per il contributo che potrebbe offrire al riordino urbanistico di tutto l’intorno e di tutte le parti urbane della città che ad esso si affacciano.
La parola recupero affiancata al fiume Oreto riempe di speranza qualche cittadino e di orgoglio qualche amministratore, anche se, sia l'uno che l'altro, ne hanno sempre e solo sentito parlare.
Concretamente, ad oggi, la città di Palermo vive uno dei periodi più tristi della sua storia e vita urbanistica e sociale, e tutto questo lo si deve a qualche cittadino e a qualche amministratore. Almeno questa è l'impressione che si ha camminando per le vie del centro e delle periferie. I tentativi di ripresa, non solo del fiume ma anche dell'intorno, sono deboli o inesistenti.
La storia non è stata felice con questa parte di città. Già nel 1885 il Piano Giarrusso orientava il futuro sviluppo urbanistico e sociale al nord della città, voltando le spalle ad una parte urbana che fino ad allora aveva goduto di prestigio, almeno in parte, grazie all'Orto Botanico e la Villa Giulia. Il P.R.G. di Palermo del 1962 vedeva il fiume come un ostacolo per la città, cosicché negli anni ’60 e ’70 la costruzione di edifici residenziali ai margini del fiume, soprattutto in prossimità della foce, impoveriscono e banalizzano le comunità animali e vegetali e riducono le biodiversità, che pur esistevano fino ad alllora. Oggi il fiume si presenta molto inquinato, sono presenti abusi nella captazione ed uso delle risorse idriche e disordini geologici ed idrogeologici.
Il presente continua ad essere alquanto incerto ed ombroso. Non si sa quando e come inizieranno i lavori per la realizzazione del Parco dell'Oreto, tanto sbandierato e tanto dimenticato, sia dagli orgogliosi che dai fiduciosi.

Salvatore Abruscato

mercoledì 25 agosto 2010

Conversazione tra Arata Isozaki e Ludovico Corrao


Un dialogo sul processo ciclico di distruzione e rinascita. Collasso, rovine e riscostruzione: il ruolo dell’arte, dell’architettura e dell’uomo nella storia della civiltà e dello spazio urbano. Una conversazione tra Ludovico Corrao protagonista del processo di ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto del 1968 e Arata Isozaki, autore di un pensiero globale sul ciclo di trasformazione ed estinzione della città, un pensiero che, superando i confini delle discipline ed attraversando piú di mezzo secolo di storia, è capace di generare un discorso universale sulla dissoluzione dello spazio fisico e sull’idea di città come grande immortalità collettiva.

Appuntamento: lunedì 30 agosto 2010, ore 17.00 - Fondazione Orestiadi Gibellina - Baglio di Stefano

(tratto da professionearchitetto.it)

giovedì 5 novembre 2009

Salvem el Cabanyal!

Cabanyal, Valencia (Spagna)
Foto di Salvatore Abruscato
[Riflessioni] Il Cabanyal è un antico borgo di pescatori ormai facente parte del sistema-città di Valencia ed ha resistito nel passato ad un possibile sventramento di fine ottocento corrispondente alla "moda" del tempo.
Nel 1993 molte delle sue case, stile liberty, sono state dichiarate Bene di Interesse Culturale. Poi, nel 1998, l'amministrazione comunale in carica decide di riprendere l'idea del piano ottocentesco. L'avenida Blasco Ibañez dovrebbe così continuare il suo percorso fino al mare distruggendo parte di quelle case, nonchè il tessuto storico del Cabanyal. Succede però che un gruppo di cittadini, ossia gli abitanti stessi dell'ormai quartiere-borgo valenciano, decidono di formare un'associazione, la Plataforma Salvem el Cabanyal, che si occuperà da quel momento in poi di prendere provvedimenti affinchè questo non accada, tenendo conto dell'importanza storica, architettonica, urbanistica e sociale del barrio.
Negli anni il Cabanyal ha subito un processo di degrado e viene tenuto fuori dai grandi eventi di riqualificazione che sono avvenute in altre parti della città.
Valencia è oggi una città rinnovata, conosciuta da molti per la Città delle Arti e delle Scienze, la Coppa America, il Gran Premio d'Europa di Formula 1.
Tutti ingredienti per una buona esposizione della città. Oggi infatti, Valencia è meta di numerosi turisti che si accingono ad ammirare le bellezze dell'architettura contemporanea muovendosi tra movida ed eventi sportivi.
Ma cosa ne facciamo della "vecchia" Valencia? la storicità di quei luoghi sta forse cominciando ad essere ingombrante?
Quesiti che penso andrebbero bene anche per altre città.

Salvatore Abruscato