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Statuto

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giovedì 25 ottobre 2012

Palermo: verso un nuovo PRG

Foto di Salvatore Abruscato
Sono state presentate, nel corso di una conferenza stampa svoltasi mercoledì 24 ottobre a Villa Niscemi, le linee guida elaborate dalla Giunta Comunale per la redazione del nuovo Piano Regolatore di Palermo. Di seguito una sintesi della presentazione. 

Il nuovo Piano Regolatore Generale di Palermo sarà lo strumento per trasformare la città rendendola contemporanea, moderna e sostenibile. Miriamo a modellare lo sviluppo della Palermo del futuro, del 2050. Si tratta ovviamente di un processo tanto complesso quanto ambizioso, di cui le linee guida approvate dalla Giunta comunale e appena trasmesse al Consiglio Comunale per la discussione e l’approvazione costituiscono la cornice entro cui inserire il confronto; tali linee guida costituiscono e costituiranno il punto di riferimento di un processo che dovrà essere concertato e condiviso con tutti gli attori della vita sociale della città. Un percorso che vedrà la partecipazione dei mondi vitali, delle professioni, della ricerca e della cultura, così come percorsi di dialogo e partecipazione rivolti in modo innovativo al confronto con la scuola, come luogo simbolo del legame fra presente e futuro.  

Le direttive sono semplici. La sfida del nuovo PRG sarà, in prima istanza, quella di supportare e rendere credibile la candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura nel 2019, confermando il suo ruolo di metropoli interculturale del Mediterraneo. Il metodo sarà quello dell’ascolto alternativo dei cittadini (a partire dai bambini) promotori di obiettivi di pubblico interesse e la concertazione con tutti gli attori pubblici e privati che agiscono sul territorio. Il cuore di questo percorso sarà in un Ufficio di Piano che raccolga gli input e coordini il lavoro che non sarà certamente limitato al livello locale ma si aprirà a contributi, idee e apporti internazionali, come è giusto che sia per una città che vuole tornare ad essere internazionale.  

I parametri che permetteranno di misurare lo sviluppo della nuova città saranno il tempo, con riferimento a quello necessario per gli spostamenti fra i diversi nodi della città e lo spazio, inteso come metri quadri destinati all’uso sociale e collettivo ed alle aree pedonali, come ettari destinati al verde, come chilometri destinati alle piste ciclabili, la cui rete dovrà collegare innanzitutto scuole ed uffici intesi come luoghi vivi espressione dei bisogni della città. Le scuole avranno un ruolo centrale, attraverso una razionalizzazione ed una riqualificazione del patrimonio scolastico che dovrà costituire l’asse portante di nuovi centri di aggregazione rivolti all’intera comunità. Il tutto avverrà unendo la visione rivolta all’area metropolitana da un lato e ai quartieri dall’altro, coniugando una pianificazione su larga scala rivolta soprattutto alle necessità infrastrutturali e alle grandi reti e la pianificazione di interventi mirati nei territori, rivolti alla riqualificazione degli spazi, alla vivibilità e alla fruibilità della città. Il nuovo PRG dovrà assicurare la realizzazione di un nuovo assetto della rete del trasporto pubblico, al fine di promuovere l’intermodalità, attraverso un’attenta valutazione degli aspetti pianificatori, tecnologici ed economici che consenta di selezionare le opere da prevedere nel Piano, e della viabilità di area vasta e di rango sovracomunale come del sistema delle “porte” e degli accessi e delle “reti lunghe” (funzioni e rango del Porto e relazioni città-aeroporto).  

Il nuovo PRG dovrà rispondere alla domanda di residenza che è radicalmente mutata negli ultimi anni: servono case più piccole ed economiche di quelle che oggi sono disponibili nel mercato immobiliare, innovando il patrimonio esistente in termini energetici e di qualità architettonica. Nessuna nuova aggressione al territorio urbano o nuova espansione del tessuto urbano ma si procederà, pertanto, ad una grande operazione di manutenzione e/o riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio e, segnatamente, di quello abitativo. Grazie al nuovo PRG, inoltre, si apriranno nuovi spazi per la città di Palermo che diventerà una città policentrica a partire dai vuoti urbani attuali, quelle grandi aree oggi in stato di abbandono o sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità: l’area Lolli  / Notarbartolo, della Fiera, ex Ospedale Psichiatrico, il piano dell’Ucciardone, il Mercato Orto-frutticolo, tutte micro centralità sparse nel territorio capaci di attivare processi di orgoglio da parte della cittadinanza. Va attribuito un nuovo significato funzionale e simbolico - che contrasti e superi la percezione negativa generata dalle attuali condizioni di discontinuità e marginalità urbana - al viale Regione Siciliana ed al fiume Oreto, da trasformare da elementi di discontinuità e frammentazione urbana in nuovi elementi di rifondazione del sistema urbano. La Costa Sud e la linea del mare devono diventare quello che il Centro Storico è stato per la città degli anni 90, una nuova fonte di vitalità e una valorizzazione che attivi un processo di rinascita in tutte le aree di quelli che sono stati i porti storici (Sferracavallo, Mondello, Vergine Maria, Arenella, Acquasanta, Cala, Sant’Erasmo, Bandita) La rete dei parchi (da Montepellegrino alla Favorita, al parco dell’Oreto ed oltre) e quella dei giardini storici saranno il nuovo Teatro Massimo, non solo in termini simbolici ma anche in termini di ricaduta effettiva e di rete sul territorio. Sarà anche necessaria una razionalizzazione delle aree industriali, creando una piattaforma logistica urbana e, allo stesso tempo rafforzando e consolidando le funzioni commerciali di altre aree oggi non più votate a finalità produttive. 

Il PRG dovrà assecondare e rafforzare i processi di trasformazione in città digitale attraverso il modello della Smart City, a partire dalla riallocazione delle strutture direzionali e dalla creazione di processi di Smart Health, tesi da un lato alla razionalizzazione delle strutture esistenti e dall’altro lato alle nuove localizzazioni nei tessuti urbani che maggiormente ne appaiono sprovvisti. Per la Cultura tramite si dovrà prevedere l’istituzione del distretto culturale, teatrale, musicale e la realizzazione del Museo Diffuso delle risorse culturali, di un Nuovo Polo Congressuale, di un Nuovo Centro Religioso interculturale, del Museo della Città o del Racconto urbano, della Casa delle Culture, della Scuola internazionale della Cultura , della Casa delle differenze, Nuovo museo all’Ucciardone, il “Laboratorio” della Legalità, il “Laboratorio” delle Pari Opportunità, il “Laboratorio” permanente di Progettazione Partecipata della Città. Dovranno essere introdotti anche nuovi strumenti per la “messa a reddito” della città attraverso un processo di internazionalizzazione, da un lato, e l’attivazione di strumenti (come gli usi civici, gli oneri e i diritti edificatori, le misure perequative, etc)  che consentano di conseguire una Economia urbana intelligente e responsabile.  

Questi in sintesi i punti chiave dell’idea che sottende alle linee guida:

1. Supportare e rendere credibile la candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura nel 2019; 
2. Individuare nel fiume Oreto e nella Circonvallazione di viale Regione Siciliana, nell’oltre Oreto e nell’oltre Circonvallazione i nuovi poli di trasformazione della Città; 
3. Ambire ad una dimensione metropolitana in vista della nuova forma amministrativa di Città metropolitana, seguendo una logica di decentramento e di costruzione delle nuove Municipalità urbane e di delocalizzazione dei servizi attrattori di un’utenza extra-urbana; 
4. Trasformare la Città, sebbene sterilizzandone il costo per le casse dell’Amministrazione Comunale (dalla Lista dei sogni ad un’Agenda di programma); 
5. Costruire la nuova Città  attraverso un processo di ascolto alternativo di cittadini (bambini ed adulti), promotori di obiettivi di pubblico interesse e la concertazione con gli Enti pubblici e morali. 
6. Far riacquisire centralità e vivibilità alla Città inespressa della costa Sud, il nuovo “Centro Storico” degli anni ’90; 
7. Favorire lo sviluppo verticale della Città al fine di limitare il consumo del suolo e valorizzare il paesaggio urbano in quei contesti connotati da disordine urbanistico; 
8. Nuovo orientamento degli impianti e del patrimonio scolastico in centri di aggregazione per le famiglie; 
9. Assecondare e rafforzare i processi di trasformazione in Città digitale attraverso il modello della Smart City, a partire dalla riallocazione delle strutture direzionali e dall’attivazione di processi di Smart Health,  tesi da un lato alla razionalizzazione delle strutture esistenti e dall’altro lato alle nuove localizzazioni nei tessuti urbani che maggiormente ne appaiono sprovvisti, in chiave ovviamente metropolitana. 
10. Assicurare la realizzazione di un nuovo assetto della rete del trasporto pubblico, al fine di promuovere l’intermodalità, attraverso un’attenta valutazione degli aspetti pianificatori, tecnologici ed economici che consenta di selezionare le opere da prevedere nel redigendo Piano; 
11. Rispondere alla domanda di residenza che si è radicalmente trasformata: servono case più piccole ed economiche di quelle oggi disponibili sul mercato immobiliare; 
12. Aumentare la qualità e la quantità degli spazi pubblici 
13. Innovare il patrimonio edilizio esistente in termini energetici e “di qualità architettonica”, 
14. Convertire le distanze spaziali, espresse in metri, in distanze temporali, implementando la rete dei servizi e riordinando le funzioni (scuole, attrezzature, attività del terziario, etc.) 
15. Confermare il ruolo di Città snodo del Mediterraneo, interculturale e dell’integrazione; 
16. Dovrà essere individuata una area specifica da destinare ad una Piattaforma Logistica Urbana, consolidando le funzioni commerciali e non più produttive di alcune aree prima a differente vocazione e riattivare le aree produttive ed industriali frammentate che potranno rigenerarsi in chiave residenziale; 
17. Mettere a reddito la Città, attraverso un processo di internazionalizzazione da un lato e l’attivazione di strumenti ed istituti giuridici (usi civici, oneri e diritti edificatori, misure perequative, etc.) dall’altro lato che consentano di conseguire un’Economia urbana intelligente e responsabile; 
18. Creare un policentrismo a partire dai vuoti urbani, ovvero una punteggiata di micro-centralità sparse nel territorio comunale che cerchi di attivare processi di orgoglio da parte della cittadinanza nei confronti del proprio pezzo di città. Ciò potrà ridurre anche la pressione centripeta in termini di funzioni e di mobilità. Le Nuove polarità saranno l’area Lolli - Notarbartolo, della Fiera, ex Ospedale Psichiatrico, il piano dell’Ucciardone, il Mercato Orto-frutticolo,  Le Direttive contengono in gran parte indicazioni che si riferiscono non solo all’immagine della nuova Città  ma anche agli approfondimenti (demografici, geologici, economici, sociali, etc.) necessari alla costruzione del nuovo strumento.  

Fonte: Comunicato Stampa Comune di Palermo

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